Fernando Milani

Del rapimento e liberazione di P. Giancarlo Bossi si sono scritte e dette tantissime cose. In Italia poi la vicenda penso abbia avuto una risonanza ancora maggiore che qui, date alcune colorazioni politiche e le eterne tentazioni di usare i fatti per i propri scopi. Comunque mi pare positivo quel certo risveglio e quasi una sorpresa nel mondo italiano nello scoprire missionari che hanno sempre continuato a lavorare in fedeltà, mentre si dibatteva di crisi di vocazione e di fede, di ragioni di annuncio e di relativismo. Speriamo che questa lieta scoperta continui, non per trovare “eroi”, ma per dare sempre più senso e gioia alla nostra società, specialmente ai giovani in cerca di obiettivi e scopi nella vita… Voglio condividere due semplici riflessioni.

La prima riguarda l’idea del rapimento in sé. Sembra così lampante la cattiveria di un atto come questo, l’ingiusta sofferenza inflitta a una persona per soldi o potere. L’idea che ci sta sotto è quella che si può usare tutto, anche le persone, per i propri interessi e guadagni. E non è tante volte proprio questo il motivo che muove economia, politica e relazioni sociali? Le persone alla fine diventano numeri o cose da usare per aumentare il guadagno o il prestigio. Un rapimento non fa che mettere in mostra questa ideologia messa in pratica: che la sofferenza di un innocente non conta, in confronto all’ottenere qualcosa per sé.

La seconda riflessione la prendo da una citazione di Sant’ Alfonso che, in ben altri tempi, scrive più o meno così: “Le persecuzioni per i cristiani sono come la morsa del freddo invernale per le piante. Lungi dal distruggerle, le spingono a immergere più profondamente le radici nel terreno. E questo approfondirsi delle radici le farà crescere con maggior vigore e portare molto frutto in futuro”.
Penso che questo sia vero nel caso del rapimento di P. Giancarlo, ma anche del lavoro segreto e difficile di tanti missionari e di tanti cristiani che devono vivere la propria fedeltà tra sofferenze e incomprensioni, in famiglia, nel rapporto di coppia, nel mondo del lavoro…

Speriamo e preghiamo che il freddo non sia troppo rigido, perché non ci scoraggiamo e dubitiamo del valore di radicarci maggiormente in Gesù, nutrimento delle nostre radici!

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