dialogues.jpg“Non e’ un problema, senz’altro verra’ liberato!”, ci rispondono le autorita’ cercando di confortarci. Problemi non ce ne erano nemmeno prima del sequestro. I nostri problemi sorgono quando cominciano a mancare le certezze della vita, quelle che noi ci portiamo dietro da tanto tempo rafforzate in seguito da promesse regolarmente mantenute. Giancarlo sapeva vagamente che vivere in Payao (Mindanao) si rischiava, ma la sua fantasia, come la nostra del resto di missionari semplici e dediti al lavoro, non poteva andare oltre il dovere di servire i cristiani, e i poveri, nei luoghi dove si e’ assegnati. In fondo cosa occorre a un missionario, in Mindanao. Senz’altro la capacita’ di servire e di amare. Tutto il resto vi sara’ dato in piu’ dice il Vangelo e su questa promessa futura noi si tira avanti.    Il problema semmai e’ che servire e amare sono cose molto difficili ed e’ piu’ facile essere il presidente Bush che il missionario Giancarlo. Perche’, servire e amare, non sono cose legate allo studio, alla volonta’, alla dimostrazione di essere capaci di fare questo e ed altro per gli altri. Sono piu’ vicine al sentito comune che al bene comune, cioe’ a quello che noi volgarmente chiamiamo “dialogo di vita”, dove non sono tutto rose e fiori. E’ impossibile sapere perche’ in Mindanao continuano a rapire preti e missionari, innalzando il livello di pressione sanguigna tra la gente comune, se non per il fatto che con questi rapiti, per lo meno, si puo’ dialogare.

Advertisements