Tanto per non essere troppo tragici diciamo che Spotty era tornato a casa e tra i denti aveva un telefonino Nokia con tre foto digitali del Giancarlo in cattivita’ (nel senso ‘sequestrato da cattivi’). Non si sa chi ha fatto le foto, se uno dei rapitori o un complice. In ogni caso speriamo che nell’uomo che ritraevano non abbiano visto solo un mucchietto di soldi da incassare ma anche una onesta e innocente persona da rincasare al piu’ presto. In questi ritratti Giancarlo indossa  la stessa maglietta e pantaloni indossati il giorno del rapimento (?). Le foto sono state scattate con un telefonino i primi di luglio.  Per essere chiari a noi queste foto interessano relativamente e nemmeno le mettiamo sul Blog. Di altre foto abbiamo ben bisogno, quelle della sua liberazione. La speranza e’ poi, vedendo la folta vegetazione da foresta attorno a Giancarlo, che il contatto con la natura gli dia sollievo in questi giorni di forzata solitudine e in questo weekend dove milioni di persone mostrano le dentature ai piccoli oblo’ di telefonini fatti di plastica e silicio. Persino Spotty si e’ accorto dell’inganno. 

Oggi, dopo la visita della signora Boniver, abbiamo le idee piu’ chiare. Per modo di dire. La controversia sulle ‘pictures’ ha aperto altri canali di compresione verso un sottobosco, quello della criminalita’, che ha estese ramificazioni a dir poco oscene. Si dice che le foto del Giancarlo spacciate da uno sciacallo fossero in un file con foto di donnine affatto vestite. Manderemo Spotty ancora in missione; Hacker’s Dog!

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