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Ieri mattina a Zamboanga c’e’ stata una scossa di terremoto. Leggera e di breve durata. 2,8 di magnitudine. Noi non ce ne siamo accorti. I giornali di stamattina si’. Loro si accorgono di tutto. L’epicentro era a 28 chilometri nordwest, in un paese chiamato Sibuco, cosi’ ha detto il sig. Atilano Ade, direttore della protezione civile di Zamboanga. Sibuco? Gia’, Sibuco, dove un’altro del PIME era stato sequestrato circa 9 anni fa. Poi leggiamo la notizia della liberazione del giornalista della BBC Alan Johnston dopo 114 giorni di cattivita’. Un sequestro sulla strada, un po’ come quello di Giancarlo. Una strada battuta tante volte, avanti e in indietro, che diventa improvvisamente un vicolo cieco e poi un tunnel. Il suo primo commento:”E’ bellissimo essere liberi” che e’ poi il commento di “tutti” quelli che vengono liberati. Nella nostra vicenda queste notizie ci danno qualche tremito di speranza. Un tremito non e’ ancora un terremoto, ma basta per comunicarci che qualcosa di importante avverra’ prima o poi. In un luogo senza vie d’uscita che si apre improvvisamente e da cui ci si puo’ finalmente allontanare. Certo con le gambe tremanti, non piu’ sulla strada che si conosce, comunque liberi.

Per il resto aspettiamo. Molti dei nostri cristiani sono interessati alla liberazione di Giancarlo. Alcuni ci aiutano con le loro informazioni ‘segrete’. Ci sono anche gli sciacalli che promettono di dare le prove sul rapito a patto di pagarle care. I bambini di Payao, nel frattempo, vogliono indietro il loro Giancarlone o BigCarlo.

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GIANCARLONE di Mauro Biani

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