(Dalla trasmissione televisiva “A sua immagine” , domenica 1 luglio)

Buon giorno, grazie… sensazioni di queste ore…. – Sono passate tre settimane oggi e cominciamo ad essere seriamente preoccupati.Il silenzio dei rapitori ci sta corrodendo. Tuttavia sentiamo che Giancarlo è vivo e che sta bene, questo lo sentiamo in cuor nostro e non perché ci siano stati dei contatti o perché abbiamo delle prove certe. Siamo colmi di speranza e rimaniamo in attesa e a braccia aperte.
Vi siete fatti un’idea su quello che è accaduto e che sta accadendo…- Purtroppo tutto ciò che sappiamo è che Giancarlo è stato rapito, questa è l’unica informazione certa.Non sappiamo chi siano i suoi rapitori e perché l’abbiano sequestrato: nessuna notizia certa ci è ancora giunta. Ci facciamo largo tra notizie false e ipotesi a volte campate per aria. Sappiamo che molte persone sono unite a noi nella preghiera, sia in Italia, sia nelle Filippine, e questo ci aiuta ad affrontare questa brutta esperienza e a farci forza in questo buio. Sappiamo che molte persone si stanno adoperando e impegnando seriamente per la liberazione di Giancarlo a cominciare dal PIME, dalla Farnesina e alle forze governative delle Filippine e a queste persone noi siamo grate e vanno i nostri ringraziamenti.
Voi cosa vi aspettate?- Aspettiamo Giancarlo a braccia aperte, speriamo in una sua pronta liberazione affinché egli possa ritornare a quella missione a cui è stato strappato. Questo è ciò che vorrebbe: ritornare al servizio della popolazione filippina, che con noi condivide l’ansia e l’attesa del suo ritorno, per proseguire il suo cammino. Ciò che ci sta a cuore e l’incolumità di Giancarlo, quindi chiediamo che la situazione venga risolta attraverso il dialogo e non attraverso l’uso delle armi.
Cosa diceva padre Giancarlo dei problemi di convivenza religiosa? È difficile essere cristiani a Zamboanga?Io personalmente sono stata nelle Filippine 3 volte: ho visto con i miei occhi come mio fratello non abbia mai fatto distinzioni tra le persone, perché di questo si tratta: rapportarsi con persone che sono uguali a noi. Giancarlo questo lo sa bene: i rapporti umani sono per lui fondamentali. Anche nella sua prima volta a Payao ha subito cercato il dialogo con i vicini per farsi aiutare ad edificare una casa e una piccola Chiesa.
Chi lo ha aiutato? Tutti: persone povere del villaggio di ogni credo e religione che hanno donato il poco che avevano. Giancarlo sa bene che la fratellanza, la condivisione e il rispetto sono fondamentali in tutti i rapporti. Giancarlo sa che l’isola di Mindanao è popolata anche da molti musulmani (pur essendo le Filippine all’80% cristiane), per questo motivo non si è mai imposto sugli altri, così come nessuno deve fare in qualunque occasione. Come figlio di contadini sa che prima deve essere seminato un seme e poi questo, solo con la cura amorosa e con la pazienza, darà i suoi frutti. Sappiamo che ci sono state molte polemiche sulla vicenda di mio fratello, la più forte tra queste è stata una presa di posizione nei confronti del governo per quanto riguarda “cittadini di serie A e serie B”. Noi non condividiamo affatto questo tipo di accuse, perché sappiamo che il governo si sta adoperando con tutti i mezzi a sua disposizione per la liberazione di Giancarlo.Sia noi che il governo sappiamo che certe situazioni devono, e ribadisco devono, essere trattate con la massima delicatezza e in questo l’assenza di polemiche e la tranquillità sono di grande aiuto.

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