lente.jpgGiancarlo dà lezioni d’inglese ai rapitori. Anche loro danno lezioni di lingua? No, danno lezioni di come sopravvivere in situazioni estremamente difficili. Lui stara’ zitto. Attento. Anche loro stanno sempre attenti. Gli domanderanno se vola in aeroplano. Si!. Loro vanno sempre a piedi. E l’automobile? si! Anche tu vai in bicicletta? Si!. E cosi’ via. Essere straniero in un gruppo si’ fatto, in Mindanao Occidentale, e’ essere anche ostaggio della traduzione dei termini in parole sensate. Ma Giancarlo non e’  un forestiero qualsiasi che e’ arrivato oggi e se ne va domani:  arriva oggi e rimane anche domani ( Oggi sono gia’ tre settimane).
Immobile, all’interno di un gruppo non proprio di amici, dove i confini spaziali si estendono solo a una spanna dalla presenza fisica. Tuttavia la posizione nel gruppo, non e’ determinata dal fatto che lui e’ ostaggio, ma dal fatto che non ci appartiene affatto. Sembrera’ strano ma in questo modo getta nella mischia visioni impensate per il resto del gruppo. Uno straniero cosi’ lontano ora e’ vicinissimo. E’ un po’ la nostra esperienza di destinati ad altri paesi. Piu’ ci avviciniamo a una persona piu’ questa ‘allunga’ la relazione. Oltre noi. Ci guarda negli occhi ma il suo sguardo molte volte passa oltre, verso stereotipi fissati: l’America, la ricchezza, i luccicanti show televisivi, le Ferrari, il basket NBA…e Osama Bin Laden! Stranieta’ e’ anche questo, quello che ritenevo lontano ora quasi lo tocco.  Viceversa, colui che quasi si tocca, straniero, puo’ modificare gli stereotipi. Come dire che lontani uno dall’altro si modifica ben poco.

Mentre in Italia preparano una manifestazione, 4 luglio, con la pretesa di vincere la paura del diverso  e salvare i lontani cristiani con slogan battaglieri, proprio il Giancarlo, che vorrebbero avere tra loro, tesse relazioni fatte di ascolto, proposte e scambi di opinione. Per esperienza. Il dialogo ravvicinato ha spazi estesi di intesa. Se fatto bene si puo’ essere liberati senza rancore.

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NOTA DELLA FARNESINA DEL 1 LUGLIO
MISSIONARIO RAPITO: NOTA DELLA FARNESINA ( dal notiziario ANSA del 1°Luglio)
In merito al sequestro avvenuto lo scorso 10 giugno nelle Filippine di Padre Giancarlo Bossi, la Farnesina ribadisce che sin dall’inizio della vicenda sono state attuate con la necessaria discrezione, giustamente rilevata da qualche commentatore, tutte le misure adottate in analoghi casi verificatisi in altre parti del mondo. In particolare – si apprende alla Farnesina – sono stati immediatamente stabiliti tutti i contatti riservati sia con le Autorità locali sia con le istituzioni da cui dipende la missione di Padre Bossi (Nunziatura, Pontificio Istituto Missioni Estere, Segreteria di Stato). L’ambasciatore italiano a Manila, Rubens Anna Fedele, si è inoltre recato nella località del rapimento nell’isola di Mindanao ed ha ricevuto istruzioni di rendersi pienamente disponibile, in stretto coordinamento con la Farnesina, per tutte le iniziative che possano condurre alla liberazione di Padre Bossi. Personale esperto è stato inviato nelle Filippine. Da ultimo, il Governo ha deciso di accogliere favorevolmente la disponibilità di Margherita Boniver a recasi nelle Filippine per favorire una positiva conclusione della vicenda. Nel corso della sua missione, che avrà inizio il 3 luglio, Boniver agirà in diretto raccordo con la Farnesina e con il PIME. Come in tutti i precedenti casi, il Comune di Roma, sentita la Farnesina, ha da parte sua provveduto ad esporre la foto di Padre Bossi in Campidoglio per testimoniare l’attenzione e l’impegno delle istituzioni per la sua liberazione. Ogni altro clamore mediatico e prese di posizione di carattere generale ed iniziative che non hanno relazione con la specifica vicenda rischiano di creare innecessarie complicazioni, rendendo più difficile il compito di quanti stanno operando con impegno e continuità. Non aiutano, in particolare, le polemiche su una presunta carenza di impegno delle istituzioni e degli organismi che stanno seguendo il caso, che tendono ad accreditare l’idea di ‘classifiche’ o ’serie’ dei connazionali rapiti all’estero. Tali gratuite speculazioni non sono confacenti alla serietà delle circostanze né contribuiscono in alcun modo a favorire la rapida e felice conclusione del caso. Si ribadisce pertanto l’appello ai mezzi di informazione di improntare la gestione delle notizie sul rapimento di Padre Bossi a massima cautela, senso di responsabilità derivante dalla coscienza che in tale complessa situazione non si dovrebbero trattare le informazioni né esercitare il diritto di cronaca con leggerezza e senza una valutazione seria delle conseguenze che ne potrebbero derivare.

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One Response to “NOTA DELLA FARNESINA DEL 1 LUGLIO”
Pino Abis Says:

July 3, 2007 at 1:38 pm edit

Finalmente parole chiarificatrici sia da parte del PIME sia da parte del governo in merito alle azioni poste in essere e finalizzate alla liberazione di Giancarlo.
In Italia c’è sempre qualcuno che la sa più degli altri ed ha già inscenato
guerre di religione e cittadini seriati.
Bene così: il PIME e i due governi lavorano a stretto contatto e con le dovute cautele per arrivare al fine.
molti esponenti di questa destra arrogante ancora una volta hanno messo in atto espedienti-spot ma la merce in vendita è marcia già nelle mani del produttore e i consumatori occulati sanno scartare simili nequizie
Forza Giancarlo che siamo con te!

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