flag.jpgIn questi giorni riceviamo molti messaggi e lettere di solidarieta’. A volte anche richieste per poter venire a casa nostra con il desiderio o la scusa di proteggerci. La piu’ strana e’ stata una busta con un volantino su cui erano stampate le brutte facce  dei ‘most wanted criminals’ (i criminali piu’ ricercati) e i ‘rewards’ (le ricompense), la piu’ grande di 4 milioni di pesos. Come nel Texas di Tex Willer. Cosa c’entra questo con il rapimento del Giancarlo lo sa solo chi ha spedito quella busta anonima. Forse voleva dire che si guadagna di piu’ ricercando i criminali che liberare gli ostaggi (ci abbiamo pensato anche noi, una pattuglia di PIME tipo le Jene della TV italiana, ecc…) o forse di stare attenti a facce, belle o brutte che siano, che possono sfruttare questa occasione per tentare loschi inganni. Quest’ultimo un saggio consiglio visivo. Staremo attenti e lasciamo che ai criminali ci pensi la polizia.

Il nostro secondo appello, per ora non ha fatto grande effetto sui massmedia filippini e tanto meno sui rapitori. Non siamo importanti. Giancarlo, invece, rimane un ostaggio mediatico di “serie A”, da prima pagina nei giornali e nei canali televisivi nazionali. In cima alle notizie giornaliere. Basta solo vedere il dispiegamento di forze e mezzi messi a disposizione per raccogliere notiziesul suo conto. Per essere onesti, pero’, se per esempio un prete filippino, in Italia da molti anni, venisse rapito che spazio avrebbe sui media di Milano o di Roma? Serie A o serie B? Um! Non ditecelo.

Rimanendo in Italia e tornando al Giancarlo. A noi viene il sospetto che il suo nome (e cognome), venga usato per altri scopi. Lo troviamo infatti incollato alla manifestazione anti-islamica del 4 luglio italiano. Non sappiamo come ci sia entrato, anche perche’ le Filippine non e’ un paese islamico, non c’e’ ‘persecuzione’ dei cristiani e i cattolici sono l’89%. Certo, certe regioni asiatiche di matrice islamica che non ammettono la liberta’ di religione e di pensiero, ci rendono oltremondo nervosi. Soprattutto quando si prendono gioco di noi considerandoci di serie B e ultimi in classifica. Tuttavia, questo poco ci interessa e noi lasciamo (anche se non lo vorremmo)  Giancarlo nella ‘serie A’ dei ricercati mediatici, quelli di buona volonta’, tenendo cosi’ accesa la fiamma della speranza che i rapitori si facciano vivi e ardente il desiderio di una sua liberazione; ovvero del suio ritorno nella nostra categoria fuoriserie.

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