Quando Giancarlo arrivo’ a Payao cerco’ subito un pezzo di terra per metterci sopra chiesa e casa. Trovo’ invece un’enorme roccia di fronte alle mangrovie. In distanza a 200 metri il mare. Si mise a parlare con i vicini li’ attorno (le relazioni con il vicinato sono importanti per evitare incomprensioni), alcuni musulmani altri cristiani. Erano d’accordo e lui acquisto’ il terreno con l’enorme roccia, nera e vulcanica. A forza di mazzate la rese piatta, un pochino, e la livello’ con terra di riporto. Poi se ne ando’ in giro a cercare legno per la casa. Esaminava l’albero e poi decideva se tagliarlo. Solo se era un vecchio albero (danno piu’ assi). Con due alberi abbattuti ottenne tutto quello che gli serviva. Si mise al lavoro e la casa venne su come aveva in mente di farla: con sega, martello, chiodi di rame (gli altri vicino alle acque salate si arruginiscono) e un balcone aperto verso il mare. Una casa sulla roccia, insomma.
Diciamo questo perche’ oggi e’ la festa di San Pietro e San Paolo. Il primo la ‘roccia’ il secondo ci organizzo’ sopra la Chiesa cosi’ come la conosciamo adesso. Naturalmente piu’ in basso ci sta Gesu’ Cristo. A volte ce ne dimentichiamo e lo lasciamo li sotto, nella storia. Eppure la nostra fede in Lui li sotto e’ fondata. Giancarlo figlio di Pietro e amico di Paolo ora con quella solida fede deve affrontare altri che non ne hanno (o ne hanno un’altra diversamente tosta). Immobile come un sasso o come pietra vivente e i rapitori a cercare di frantumarla, invano!

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