Ghazali, un filosofo musulmano nato nel 1058, disse che una ammonizione che cambio’ la sua vita fu quella di un brigante incontrato per strada. Ghazali portava sempre con se le sue ricerche scritte su rotoli di carta. Un specie di diario del suo pensiero. Un giorno al brigante che lo rapinava disse che quello era tutta la sua vita e se avesse rubato quei fogli avrebbe distrutto anche lui. Al che il brigante, per il quale i fogli interessavano ben poco, rispose che se la vita e’ legata a un mucchio di fogli di carta, che vita e’, e aggiunse: “Invece di leggere e scrivere, pensa!”. A volte sappiamo molto ma pensiamo poco e se vogliamo vedere qualcosa di positivo nella vicenda di Giancarlo e’ che senza i libri amati, come quelli di Arturo Paoli, Enzo Bianchi, Primo Mazzolari, Luisito Bianchi …. letti e straletti, ma rimasti nella sua stanza a Payao, senza giornali da leggere, avra’ molto tempo per pensare. Certo pensare gli costera’ molta fatica e sofferenza, ma ha tutto un mondo dentro di se da rivisitare e trovera’ senz’altro un facile e noto percorso nella memoria e nei sotterranei della sua anima. Lo terra’ occupato per giorni e l’attesa non sara’ troppo noiosa. Vero non c’e’ modo di saperlo, ma con animo un tantino generoso verso i briganti-rapitori, possiamo anche ipotizzare, Dio lo voglia, che tra loro nessuno sara’ cosi’ crudele da dire al Giancarlo “Zitto! Non pensare!”.

C’e’ movimento dalle parti di Lanao del Sur, dove sospettano che il gruppo di rapitori si sia diretto. Il nostro pensare non cambia: abbiamo bisogno di sapere dove si trova, come sta e in che modo tirar fuori Giancarlo da questa miserabile vicenda. E basta.

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