Gia’ alle sei del mattino le strade di Zamboanga si affollano di studenti che vanno a scuola: piccoli e grandi. Molti aspettano i mezzi pubblici di trasporto, altri sono trasportati a tre a tre dal genitore con la motoretta, i piu’ fortunati sono chiusi nell’auto. Quelli che vanno a piedi sono tantissimi e invadono ogni metro quadrato del selciato lasciato libero e il loro chiaccherio va pure oltre. Mai come in questi giorni di immobilita’ siamo assetati di notizie. Anche chiacchere. Di speranza naturalmente. Ma mai come in questi giorni ci accorgiamo che sul rapimento di Giancarlo si parla senza pensare. E se non si dice quello che si pensa vuol dire che interessa ben poco quello che sta succedendo. Allora e’ meglio il silenzio. D’altra parte anche Giancarlo e’ nel silenzio. Ma il silenzio non esiste senza qualche parola cosi’ come la solitudine non puo’ esistere senza qualcuno attorno. E siamo daccapo. A Zamboanga, cerchiamo di parlarci tra speranze, dubbi e telefonate, cosi’ come i famigliari di Giancarlo sono uniti nell’attesa e nella preghiera, come circoleranno parole meditate anche nelle silenziose fiaccolate di oggi, nelle strade, di Abbiategrasso e di Zamboanga. E Giancarlo? Molti gli ostaggi che non riescono a comunicare rischiando di rimanere senza parole, ma Giancarlo, siamo sicuri, ha gia’ rotto la solitudine ascoltando prima il chiaccherio dei rapitori attorno a lui, tendendo l’orecchio a rumori piu’ distanti, anche inconsueti come il canto degli uccelli. Poi, ammaestrando i sentimenti di rancore, avra’ chiesto, per favore …. una sigaretta.

Oggi l’unica notizia buona e’ che Prof. Rudy Rodil, dell’Universita’ Statale di Mindanao (che conosciamo personalmente ed e’ una persona seria) e’ stato scelto come Capo Negoziatore dell’AHJAG un ‘meccanismo’ amministrativo che coordina le operazioni militari tra Governo e il movimento islamico MILF. Dalla scuola alla strada. Speriamo sia la strada giusta, quella delle opere piu’ che delle tante parole.

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