Cari amici e Confratelli:

L’augurio per un cammino di gioia e di pace  verso il Natale giunga a ciascuno di voi !

 

“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. (Luca 2,10-12)

 

Sono queste le parole che hanno squarciato, illuminato una notte di tantissimi anni fa … e che ci verranno donate in occasione della celebrazione del prossimo Natale.

Parole antiche ma incredibilmente nuove, parole che affondano nel mistero, parole da custodire, parole di cui appropriarsi, parole che trasfigurano …

Queste parole sono per noi! Ascoltiamole! Non pretendiamo di  conoscerne già il significato; facciamo invece silenzio davanti al Dio che tace, e accettiamo che Egli ci dica qualcosa di mai udito prima d’ora.

Riconosciamo la grazia di essere amati, perché l’amore si manifesta a noi e pone la sua dimora in mezzo a noi. Cerciamo e vivivamo il segreto dei Natale. Un segreto che riguarda il volto del nostro Dio e che riguarda il volto di ciascuno di noi. Un segreto di gioia.

 A me piace molto questo racconto: “ Poco dopo la nascita di suo fratello, la piccola Sara chiese ai genitori di lasciarla sola con il neonato. Essi si preoccuparono che, come quasi tutti i bambini sui quattro anni, potesse essere gelosa e volesse picchiarlo o scuoterlo, per cui dissero di no. Ma Sarai non mostrava segni di gelosia. Trattava il bambino con gentilezza e continuò a chiedere di essere lasciato sola con lui. I genitori decisero di consentirglielo. Esultante, Sachi andò nella camera dei bambino e accostò la porta, ma rimase una fessura aperta, abbastanza da consentire ai curiosi genitori di spiare e ascoltare. Videro la piccola Sachi andare tranquillamente dal fratellino, mettere il viso accanto al suo e dire con calma: “Per favore, dimmi come è fatto Dio. Perché io comincio a dimenticarmelo”.

 Un Dio dimenticato, forse incompreso … sembra questo l’orizzonte sul quale ci si sta muovendo.

Per questo prendiamo tra le mani i Vangeli, alla scoperta di Gesù di Nazareth, Lui che è il vero “vangelo”, cioè la vera, la buona, la splendida notizia per l’uomo di sempre.

Quell’uomo  cercato, amato, perdonato, dall’amore sovrabbondante di Dio.

Forse non sappiamo più chi è l’uomo perché non sappiamo più chi è Dio.

Quell’uomo, fatto ad immagine di Dio, felice solo quando si dona, quando condivide, quando riconosce nel volto dell’altro il volto di un fratello, il volto dello stesso Dio.

Perché la gioia in noi è segno di una “presenza”: di un amore, dell’altro, dell’Altro che è Dio.

Usiamo i giorni che ci stanno davanti per scoprire la presenza di Dio nella quotidianita’. Una presenza che passa attraverso il fratello e la sorella che ci vivono accanto e che gridano speranza.

Lasciamoci travolgere dallo stupore e dall’amore di Dio. Sappiamo riconoscere e trasmettere.

Questo e’ quanto il Natale vuole offrirci. Apriamo allora la nostra vita all’accoglienza del dono che dio e’ per ciascuno di noi

 

Con amicizia Buon Natale,

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