Samp0li,  Zamboanga Sibugay, Filippine  – Dicembre 2006

Pace e gioia dal Signore, nato per noi !

Il Natale è prossimo: Dio si è fatto uno di noi. Vive con noi. Illumina e sostiene i nostri passi verso di lui: ci dà pace, serenità e fiducia anche in mezzo alle difficoltà e contrarietà. La nostra vita ha un volto nuovo. La nostra storia un cammino nuovo: con Dio verso Dio: verso il possesso di Dio: perenne , immortale, nella pienezza della beatitudine senza fine.
Cristo è con noi, in mezzo a noi, dentro di noi. Fonte di luce e di pace. Ma il mistero dell’iniquità avvince l’uomo che perciò non si accorge di Dio, o lo ignora, lo respinge, lo esilia, lo condanna. Chi è avvolto dalle tenebre, odia la luce. Chi è riverso su se stesso, respinge l’amore. Ma, bandito l’amore, non resta che egoismo: sfruttamento, soprusi, vendette, e morte. E come frutto: miseria, emarginazione e schiavitù.
La situazione economica è sempre piuttosto precaria qui: anzi, con mia stessa meraviglia, sta diventando peggiore per la maggior parte della gente. Ciò è dovuto  in gran parte alle emergenze sanitarie, che la gente non riesce a fronteggiare. Tifo, malaria, polmonite, tubercolosi, epatite stanno colpendo molti; e sono spese insostenibili per la maggior parte delle famiglie: Io sto aiutando il più possibile per salvare i malati, specialmente bambini e ragazzi, e anche per evitare che le famiglie si indebitino senza speranza di poter pagare. Questo indebitamento è una piaga che distrugge tante famiglie.  Qui non c’è una legge che regoli questa materia: fa legge il contratto firmato, anche se l’interesse è esoso e firmato perché si è con l’acqua alla gola; se non paghi, il debito cresce all’infinito e ti fa schiavo, oltre a vederti soffiare il poco che hai. Molte famiglie hanno dovuto darsi alla macchia per il  rischio connesso con debiti non pagati.  La maggior  parte ha perso l’eredità e la casa e sono ridotti a mendicare il lavoro. Per questo, oltre ad aiutare i ragazzi per la scuola e i malati, ho iniziato un progetto di aiuto per i piccoli coltivatori. Raggruppandoli in gruppi di 5 famiglie che lavorano insieme e mettono a fondo comune parte del raccolto, che farà loro evitare la dipendenza dagli usurai; in attesa che il fondo li renda autosufficienti, anticipo io le spese, senza interesse, con l’aiuto per il progetto “Communal Farming”, sponsorizzato da alcuni benefattori in Italia. Il progetto procede bene e si allarga, tanto che mi fa temere di non riuscire a sostenere tutti. E spero anche che questo non mi attiri l’ira degli usurai.
Il nuovo anno scolastico è già a metà: il 5 giugno iniziarono le elementari e le medie: è vicino il terzo scrutinio. Al college iniziarono una settimana più tardi, ma è già iniziato il secondo semestre.
Quest’anno mi impegnano molto anche i ragazzi dell’High School e del College, che senza l’aiuto non potrebbero continuare gli studi. Nelle tre Boarding Houses , qui al centro e in due altri villaggi, ospito più di duecento ragazzi e ragazze dell’High School, spesandoli in tutto: dal vitto al vestito e alle spese scolastiche e mediche. E inoltre sto sostenendo quasi al completo la scuola di 120 giovani del College, per i quali altrimenti resterebbe un sogno vano il loro desiderio di completare gli studi.
I ragazzi che voi aiutate, e le loro famiglie naturalmente, sono felicissimi di poter continuare la scuola con il vostro aiuto. Essi vi ringraziano e vi ricordano al Signore. Io mi unisco a loro nel ringraziarvi per quest’opera grandemente missionaria. Se vi fosse possibile, vi riempirebbe di gioia
il vedere tanta felicità sul loro volto quando ricevono il necessario per la scuola e la vita.
Grazie veramente di tutto cuore. Spero che non cessi il vostro prezioso aiuto. Tanti grati saluti e auguri di ogni bene nel Signore. In lui è riposta la nostra speranza di pace e di giustizia. A lui sale la nostra preghiera grata per voi tutti che ci aiutate. Vi ricompensi largamente il Signore Gesù, nato per noi.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo nel Signore che è nato per noi, e sempre vive in mezzo a noi, nostro sacerdote perenne presso il Padre.

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