Il giorno 5 di luglio del 2006 verso le 8 di sera una persona del nostro staff che stava lavorando alla costruzione di un reservoir per l’acqua potabile nel villaggio di Minarok, Kabalantian, Arakan, Cotabato a circa 15 km dalla missione, mi manda un messaggio con il telefonino dicendomi che ci sono “i fuochi di artificio” comunque sono lontani da dove lui si trova in direzione del villaggio di Mantangkil. La mattina del giorno dopo, il 6 di luglio, si sparge la voce che “i fuochi di artificio” erano il frutto di uno scontro tra i ribelli NPA e i militari al confine tra il villaggio di Mantangkil e quello di Binuongan, Arakan, Cotabato a circa 14 km dalla missione. Verso mezzogiorno vengono portati alla funeraria della poblacion di Arakan i cadaveri di due persone un CAFGU (para militare) e un militare. Secondo la polizia ci sarebbero stati 8 morti tra i ribelli ma nessun corpo e’ stato ritrovato. Nel tardo pomeriggio arrivano voci in parrocchia che il cadavere di un ribelle sarebbe nella casa di una persona dove si era rifugiato, ma il proprietario non vuole mostrarlo per paura di essere coinvolto nell’incidente e quindi malmenato dai militari (come gia’ successo in passato). Verso sera dello stesso giorno arrivano ancora voci che il  ribelle presunto morto e’ ancora vivo ma ferito gravemente. Il giorno 7 verso mezzogiorno voci dicono che il ribelle ferito, e’ morto ma che il padrone della casa ha sempre paura a denunciare che il morto si trova nella sua casa. Verso sera dello stesso giorno arriva in parrocchia un uomo proveniente da Magpet (municipalita’ vicina ad Arakan) e dice di essere il suocero del ribelle morto. Chiede se puo rimanere nel centro parrocchiale e se lo aiutiamo a rintracciare il genero ucciso. Dice che non vuole andare dai militari per paura di essere malmenato.  Siccome stava diventando buio ho deciso di rimandare il tutto al giorno dopo. Comunque prima di cena mando un messaggio alla persona dello staff che stava lavorando al reservoir per vedere se puo trovare qualcuno che vadi a rintracciare il morto. Il giorno 8 al mattino presto verso le 6 vado con il suocero del morto alla casa del mayor per vedere cosa si puo fare per rintracciare e prendere il morto. Il mayor non c’e’ perche’ e’ andato nei campi e ritornera’ piu tardi. Faccio un salto alla scuola cattolica e verso le 8 mentre sto ritornando in parrocchia da lontano riconosco la macchina del Mayor, lo fermo e gli dico che c’e’ un ribelle morto e ci sono i parenti che vogliono il cadavere. Il mayor dice che proprio al mattino presto all 5.30 aveva ricevuto la notizia che avevano ritrovato presso un fiumiciattolo il cadavere di una persona che appunto credono che fosse un ribelle ucciso. Comunque dice che ha gia mandato la polizia e i militari ad indagare. Riporto la notizia al suocero del morto dicendo che il mayor avrebbe provveduto a prendere il cadavere. Sistemata la faccenda parto per la messa nel villaggio di Sarayan. Ritorno verso la una e dopo un po’ passa davanti alla casa parrocchiale una comionetta della polizia e una dei militari e uno di loro crida “naa diri ang inyong patay” (il vostro morto e’ qui!). Le due camionette si diricono verso la funeraria e dietro intravedo una moto con su il suocero del morto che si dirigono anche loro verso la funeraria. Tutto dovrebbe essere sistemato se non che subito dopo arrivano due donne tribali che conosco e mi dicono che i loro mariti e altre 5 persone che erano con loro, che erano andate a rintracciare il morto (mandate dalla persona del nostro staff a cui avevo mandato un messaggio la sera prima) erano state “arrestate” dai militari/polizia. Vado subito alla stazione di polizia ma non c’e’ nessuno,  incontro due poliziotti e mi dicono di andare alla funeraria. Li seguo alla funeraria dove c’erano piu’ di una trentina di militari e in un angolino intravedo i 7 tribali. Spiego al capo della polizia che i sette tribali non centrano niente che li avevo mandati io per cercare il morto su richiesta del suocero (che lo stavano interrogando proprio in quel momento) e in coordinazione con il mayor. Il capo della polizia non ne vuol sapere. Siccome erano sul posto quando sono arrivati i poliziotti, dovevano essere interrogati. Dopo una decina di minuti arriva un colonello dei militari, parlo anche con lui, gli dicono che i 7 tribali non c’entrano niente, ma anche lui non ne vuol sapere. Quindi dopo un po li caricano sulla camionetta e li portano alla stazione di polizia. Io li seguo in moto. Arriviamo alla stazione di polizia verso le due, vengono interrogati a uno a uno prima dai polizziotti e poi dai militari. Verso le 5 del pomeriggio i tribali chiedono se possono avere qualcosa da mangiare, perche’ avevano lasciato casa loro verso le 7 del mattino camminando circa 2 ore alla ricerca del morto e non avevano ancora mangiato. Gli danno un po di riso avvanzato. Verso le 6 di sera finisce l’interrogatorio e il mayor, appena arrivato e che conferma che avevo coordinato con lui, li fa portare con la camionetta della polizia alla casa parocchiale. Prima di partire chiedo al mayor se lo vuole lui il morto, lui dice di no e chiede di metterlo in parrocchia. Arrivato in parrocchia ormai stava diventando buio, faccio sistemare  i 7 tribali, vedo il suocero del morto e dice che lo stanno imbalsamando e mi chiede se puo metterlo in parrocchia in attesa della decisione finale di cosa fare, dove seppellirlo o dove portarlo. Dico di si e mi ritiro in casa dove durante la cena spiego l’accaduto ai confratelli. Il giorno 9 Domenica, prima di partire per le messe dico ad un coordinatore parrocchiale di assistere il suocero a sistemare il morto. Ritorno verso la una e vedo che il morto e’ stato sistemato in un “purok” del centro parrocchiale. Il suocero mi dice che dovrebbe arrivare il padre del morto perche’ vuole portarlo a casa e abitano a Davao del norte a circa 300 km dalla parrocchia. Verso le 5 del pomeriggio arriva il padre del morto e mi chiede se posso aiutarlo a cercare un mezzo di trasporto e a sbrigare le pratiche burocratiche (death certificate, traveling permit etc.). Essendo Domenica e per di piu’ di sera tutto viene rimandato al giorno dopo. Lunedi 10, terminata la partita  di Italia-Francia, cerco un coordinatore parrochiale a cui do l’incarico di assistere il padre del morto e poi parto per Kidapawan per il clergy meeting. Da Kidapawan vengo a sapere che il mayor ha offerto un mezzo di trasporto del municipio e che la mattina del giorno 11 la salma veniva finalmente trasportata a davao del norte.

Tutto finito, eccetto naturalmente le chiacchiere che quelle non finiscono mai!!! Che il prete e’ un suporter degli NPA perche’ il morto e’ stato messo in parrochia, che il prete e’ stato arrestato perche’ mi hanno visto alla stazione di polizia etc. etc. etc.

Alcune volte mi chiedo se non e’ meglio che me ne stia tranquillo in parrocchia…. ma non sono capace.   Fausto

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