Padre Fernando Milani

Ed-io?
Istigato da Luciano, aggiungo anch’io qualche riga. La parrocchia di San Pedro è in qualche senso l’opposto di Dao. Appena sei barangay o cappelle dove poi i cattolici interessati vengono a Messa la domenica al centro. Una comunità abbastanza benestante, dove i più poveri sono coloro che non hanno (per ora) nessuno all’estero, dato che gli Antiqueños hanno ormai raggiunto tutti i paesi più strani e inimmaginabili (Libano, Israele, Cipro, Panama…). Le due messe domenicali sono alquanto affollate e credo che circa il 15% del totale viene in chiesa settimanalmente (percentuale non male per le Filippine).
Fenomeno abbastanza nuovo per noi qui è la forte presenza degli Aglipayan, o Chiesa Cattolica Filippina Indipendente (detti comunemente Pilipinisti, per distinguersi dai nostri comunemente chiamati Romanisti). A San pedro sono circa il 40% e in alcune parrocchie vicine anche anche di più. Mi ha fatto molta specie durante la settimana santa vedere le doppie celebrazioni, con le stesse statue, canti, stili (e preti). Chissà cosa dirà il Signore a vedere due corpi di Gesù portati al cimitero per il Santo Entierro e due dozzine di apostoli a cui due preti ( due Gesù?) hanno lavato i piedi ad un’ora ora di distanza. Mi piacerebbe tentare un qualche dialogo, ma sia la gente che il clero locale scoraggiano la cosa, dato il passato animato e violento. Vedremo un po’…
Il convento come residenza dei preti non è molto grande e funzionale. E’ in legno (ormai mangiato abbondantemente dalle termiti), a due piani, ma il pian terreno è più che altro un magazzino. Con due preti residenti occorre essere un po’ attenti a non disturbarsi. La casa ha due stanze normali e una più piccola. Camminando si sente che le tavole sono in via di consumazione ed anche i rumori o i dialoghi posso essere sentiti molto facilmente in tutta la casa. L’architettura seguita da Mill Hill in tutta la diocesi prevedeva sempre la residenza del prete al secondo piano di una grande meeting hall, senza dormitori come in Mindanao perché la gente anche durante i meeting va a casa a dormire e i pochi provenienti dai barrio lontani (nelle altre parrocchie) con facilità vengono alloggiati per la notte da parenti o amici del centro. Anche la segreteria parrocchiale è situata generalmente nel convento con scarsa “privacy” (che forse in passato era meno di moda, ma che oggi giorno può causare difficoltà emozionali e vocazionali ai preti…)
A mesi (si parla di fine ottobre) dovrebbero arrivare in parrocchia finalmente le 4 clarisse che inizieranno la comunità loro. La residenza (molto semplice) è pronta e si stanno finalizzando la cucina esterna, il pozzo ed altre cose minori. Il PIME ha dato il suo grosso contributo per questo progetto molto importante per il vescovo ed anche per la diocesi.
Da alcuni mesi sono anche incaricato della commissione diocesana per gli Overseas Workers. Sono tanti e mi meraviglio che la commissione episcopale nazionale non ne sia molto al corrente. Nelle loro statistiche Antique ha meno OFW di Lanao del Sur. A dire il vero sono ancora agli inizi cercando di conoscere quanti sono e cosa si può fare. Certo i OFW sono una notevole fonte di entrata anche per le parrocchie per cui devo stare attento a non dare l’impressione che si voglia interferire coi programmi delle parrocchie e dei loro preti.
Anche se non organizzati e in misura minore di alcune zone di Mindanao, però anche qui aiutiamo i vari casi di povertà e sofferenza spicciola che ci arrivano, come pure qualche studente e seminarista in difficoltà economiche.
Per quanto riguarda il Kinaray-a anch’io sono nella stessa barca con Luciano, ma lui in compenso ha più pazienza e abitudine in queste cose. Lui è un po’ come Gesù sulla barca con la tempesta, mentre io assomiglio di più ai discepoli che non sanno nuotare e qualche volta il mio carattere fa alzare la mia pressione sanguigna, perché anche quando credi di averla detta giusta ti dicono che però non si dice proprio così… Alla fine si fa qual che si può, tanto noi non riusciremo mai a vincerla, ma lo Spirito sì e fa pure il resto. E non è solo una battuta perché veramente è incredibile vedere nella storia della chiesa di Antique i risultati che i preti stranieri hanno fatto pur in mezzo alle suddette difficoltà.
Concludo. Abbiamo appena approntato un contratto quinquennale con la diocesi che inizia al 1 luglio 2003. Al termine di esso si vedrà e si valuterà l’esperienza.
Comunque per adesso noi sappiamo che tutto è grazia (almeno per noi due qui)…

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