– I missionari non sono di parte quando si schierano contro la globalizzazione ma ricordano che occorre uno sviluppo equo e solidale per tutti. Così argomenta il direttore dell’Editrice Missionaria Italiana (EMI), padre Ottavio Raimondo, comboniano,  rispondendo ad un articolo di “Tempi duri”, allegato a un quotidiano del gruppo Berlusconi.
 Il religioso chiarisce i motivi che portano il mondo missionario vicino alle istanze del movimento new-global.
 In un lungo articolo dal titolo “Senz’ombra di pietà per l’Occidente” apparso appunto su “Tempi duri”, i missionari e i loro giornali erano stati accusati di “una completa identificazione con il pensiero no global” nel “sostenere che il mondo non deve scegliere l’Occidente, il suo modello e il suo stile di vita”.
 Padre Ottavio Raimondo, nell’editoriale pubblicato sul sito internet della EMI, ribadisce che per l’Italia, il mondo missionario “dice a tutti: questo sistema in cui viviamo non ha futuro, non è il sogno di Dio, semplicemente perché non è per tutti, è escludente, emarginante.
 Nella seconda parte dell’editoriale il direttore dell’EMI richiama il significato dell’impegno missionario: “Il nostro e un invito a cambiare rotta per avere futuro. Proprio perché amiamo anche l’Occidente di cui siamo figli gli diciamo: amici pensiamoci su, facciamo una pausa per vedere verso dove stiamo camminando. Noi possiamo anche tacere ma parlerebbero le pietre. Ciò che sta accadendo nel mondo di oggi non è degno dell’uomo e, tanto meno, del cristiano”.
 E prosegue domandando: “Perché in questo mondo tutto è permesso meno mettere in discussione il Cesare con il suo potere e con i suoi miti della pace basata sulle legioni?… Ma quale diritto? Il diritto di fare schiavi e di annientare? Ieri con la croce oggi con le bombe?”. L’editoriale si conclude con un invito a “passare” verso la sponda “della convivialità, del dono e della sobrietà felice” e “sostenibile”.

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