– Lo scorso mese di Settembre una troupe televisiva di Italia 1 (Mediaset) ha svolto un servizio giornalistico- televisivo su alcuni dei nostri e su Mindanao . Il tutto e’ stato poi trasmesso lo scorso 22 Ottobre su Italia 1 alle ore 11:30 pm. Ecco un breve commento tratto dal quotidiano Avvenire:

“Parte, come al solito, a ora tarda: seguendo la logica che impone programmi “veri” solo per i pochi che non abbiano problemi di levatacce mattutine, il giorno dopo. E per un’ora il nuovo programma di Italia 1, Mission – Cartoline dall’inferno, in onda il lunedì, curato da Mimmo Lombezzi e da Sabina Fedeli, ci trasporta a Mindanao, nelle Filippine, fra i missionari cattolici che cercano di resistere in un luogo pericoloso e difficile, fra gente allo stremo, massacrata dalla povertà, dalla ferocia di ribelli comunisti e degli integralisti musulmani, costretta a sopravvivere in condizioni di spaventosa arretratezza. Eppure, la trasmissione non ispira tristezza – se mai, rabbia – e anzi mette in luce, con il dono della semplicità, il lavoro paziente di questi uomini coraggiosi, i missionari. Sarebbe difficile riconoscerli per tali, vestiti alla brava e con bandana in testa, a cavallo di motociclette inzaccherate per raggiungere, ad esempio, gli uomini della foresta, una tribù animista e poligama che lotta contro il disboscamento per difendere la sua terra, e vive in condizione di estrema povertà. Eppure la presenza dei missionari porta sorriso, porta libri e scuola per i bambini, aiuto per la vita quotidiana. Non c’è volontà di proselitismo, spiega uno di loro. C’è rispetto per la credenze antiche: «Vogliamo il recupero della religiosità primitiva, noi portiamo soltanto esempi di vita». «Sarebbero pronti anche ad imbracciare le armi ?» chiede l’intervistatore. E il missionario filippino, assorto in immagini di terribili crudeltà viste nei luoghi in cui sequestri e decapitazioni di ostaggi portano orrore, risponde: «La vita è dono di Dio, io ho il dovere di difenderla, potrebbe accadere che per far questo dovessi uccidere». In brevi capitoli, rapide sequenze che illustrano un mosaico di situazioni limite, si vede come sia necessario un aiuto, e come sia praticamente impossibile darlo a tutti coloro che ne hanno necessità. Gli “uomini spazzatura”, che vivono a Manila sulla montagna di rifiuti sulla quale cercano rimasugli vendibili: e che l’anno scorso esplose e crollò facendo strage di donne e bambini. I morti semisepolti nei boschi, dove si trovano le teste degli ostaggi uccisi dai guerriglieri fondamentalisti islamici. Le immagini dei funerali dei missionari uccisi – anche ora un italiano è stato rapito ed è nella mani dei sequestratori – e la rassegnazione cupa della gente angariata. I bambini che giocano sugli alberi e che vanno alla scuola cattolica con piccole fascine di legna per cuocere il cibo. Non sono gesta gloriose, quelle dei missionari: sono gesta minute e continue, per le quali è necessario un grande coraggio e un grande amore per gli altri, che fa dimenticare rischi e fatiche. «Il missionario è parte del Vangelo», spiega sereno uno di loro. “

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