Renzo Penolazzi

L’esperienza della misisone di Lakewood e’ durata solo dieci giorni, ma questo tempo e’ bastato per poter portare a casa alcune cose `preziose’ ed arricchire la mia crescita spirituale.
Mi porto a casa un poco della cultura filippina. I ritmi lenti degli abitanti, i tempi scanditi dalla natura. Uno stile di vita essenziale. Ovunque siamo andati, siamo stati accolti con grande ospitalita’ e cordialita’.
Mi porto a casa anche la rassegnazione, il fatalismo, la paura che impediscono a queste persone di credere nei propri mezzi, di avere consapevolezza della propria enorme dignita’ e bellezza.
Mi porto a casa i volti sempre allegri di tanti bambini che abbiamo incontrato e coi quali abbiamo giocvato; la loro timidezza iniziale a cui e’ sempre seguito il coinvolgimento nel gioco.
L’esperienza di Lakewood e’ stata anche un’esperienza di chiesa.
Abbiamo incontrato tanti cristiani come noi che vivono in una chiesa organizzata in modo diverso, che cerca di coinvolgere le persone, con una struttura legata al territorio, che parte dal basso, da piccoli nuclei.
Sebbene non sia costante e con convinzioni radicate, la partecipazione alla liturgia e’ intensa. Sono stato colpito da come sono vissuti i canti e la catechesi.
Insomma ho ricevuto degli stimoli utili per riflettere criticamente sulla mia chiesa, quella che vivo nel mio paese in Italia, e sul mio modo di vivere all’interno di essa.
Mi porto a casa anche un’immagine di padre Biancat durante una omelia, diventata dialogo grazie agli interventi delle persone presenti durante la messa.
Abbiamo potuto seguire padre Angelo nella sua vita pastorale, nei suoi percorsi da una cappella all’altra, da una catechesi all’altra.
In cosi’ pochi giorni non si puo’ certo avere una conoscenza esatta della realta’. Ho pero’ avuto l’impressione che padre Angelo sia vicino a questa gente,che sia amico di tutti, che sia veramente il riferimento spirituale della comunita’.
Penso che il futuro di questi paesi poveri dipenda anche dalla consapevolezza della dignita’ che essi hanno. Penso che essi possano scoprire il valore che sono solo se si sentono amati. Per questo hanno bisogno di qualcuno che porti loro il Cristo, di qualcuno che viva con loro, testimoniando con la sua presenza l’amore di Dio.
Padre Angelo e’ il primo missionario che vedo all’opera, ma penso che con il suo stile di vita, con l’amore che ha per la gente di Lakewood,sia veramente il testimone di Cristo.
I giorni passati a Lakewood sono serviti anche per riflettere sul mio percorso esistenziale, sulla mia vocazione. Il viaggio in missione e’ anche un viaggio dentro se stessi.
I frutti di questo viaggio non sono ancora visibili,ma sono convinto che ci sono e che sono importanti. Non li porto a casa con me perche’ mi precedono, sono gia’ la’ che mi aspettano.

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