Daniele

…Fu il 15 dicembre del 2000, poco dopo le 23.00 che salpammo alIa volta di Dipolog! Io gia’ dormivo beato…ma poche ore prima pensavo a tutti quei missionari che, per raggiungere i loro luoghi di missione, dovevano affrontare mesi in mare aperto. Noi abbiamo impiegato 2 giorni e nel viaggio abbiamo avuto l’occasione di vedere (anche se da lontano) molte isole Visayas con le bellissime insenature e vegetazione.
E’ stata un’ esperienza bellissima! Il 17 siamo arrivati a Dipolog e padre Rolando ci ha accolti portandoci in una parrocchia di Roxas (paese vicino Dipolog). Li’ siamo stati assegnati in diverse famiglie e io sono capitato nella famiglia del presidente del consiglio pastorale. E’ stato bello perche’ mi ha parlato un po’ dell’ organizzazione della Parrocchia e delle BEC. La sera stessa del 17 alcune giovani hanno avuto il loro momento di preghiera proprio nella casa dov’ero: e’ stata la prima volta che ho partecipato a questo tipo d’incontri. Il 18 abbiamo poi avuto il meeting con lo staff della missione redentorista e ognuno di noi, singolarmente, e stato assegnato a un villaggio. Io sono andato a Sindutan, tra le montagne, in un posto splendido. La prima notte sono stato presso una delle famiglie piu’ povere. Abbiamo cenato a lume di candela (non c’era l’elettricita’) riso, bulad e qualche verdurina. Poi ci siamo fermati un po’ a suonare la chitarra e verso le 8.30pm (come era solito per tutte le famiglie in cui sono stato) siamo andati a dormire. La sveglia, fino a Natale, e’ stata alle 4.00am per partecipare alIa “Misa de Gallo”. Ovviamente il sacerdote non c’era e cosi’ il lay minister conduceva la preghiera. Anche li’ quanti pensieri…
Mi risuonavano nel cuore tanti versi della Scrittura e ho sperimentato quello che forse anche i primi Apostoli e missionari del Signore hanno provato: la gioia dell’accoglienza, il vedere che anche tra le difficolta’ e senza sacerdote la comunita’ continua con perseveranza nella preghiera e nel condividere il Pane… La gioia di sentire presente il Signore.
Nei giorni seguenti mi hanno portato a raccogliere un po’ di mais che poi abbiamo cucinato e mangiato, siamo andati al fiume per fare il bagno sotto una cascata che formava una piscina naturale, e ho avuto l’ occasione di incontrare tante famiglie. Mi hanno trattato davvero come un figlio, molto piu’ dell’ospitalita’ che potremmo definire “ordinaria”…ne sono rimasto davvero colpito!
Alcune cose pero’ all’inizio mi hanno un po’ messo a disagio: ad esempio andare al bagno…senza carta igenica. O farmi la doccia alla fontana con praticamente tutto il villaggio che mi guardava, o dormire per terra suI bamboo duro. O il mangiare pesce secco a colazione con le mani. Ma mi sentivo cosi’ felice!!! Ed e’ stato bello per me notare come anche loro, benche’ molto poveri, sono pero’ assai felici. Forse alle volte la gioia che dimostrano nasconde tante difficolta’ ma credo che la loro allegria fosse autentica.
Il 21 siamo poi ritornati a Roxas a fino al 27 padre Rolando ci ha portato un po’ in giro. Abbiamo visto la realta ‘ della cooperativa, abbiamo incontrato lo staff della SNOF che ci ha parlato dei vari progetti di cui si occupa. Abbiamo visitato un centro per ragazze abusate e abbiamo passato un po’ di tempo anche nelle nostre famiglie.
Il 28 siamo poi andati a Zamboanga e li’ ci sono stati due eventi particolarmente toccanti: il partecipare al rinnovo d’impegno dei membri del Silsilah di p. Sebastiano e il funerale di p. Ben Inocencio, OMI, ucciso a Jolo il giorno dei Santi Innocenti.
Al Silsilah mi ha colpito molto vedere soprattutto un Ustadz musulmano che ha rinnovato il suo impegno nel dialogo nonostante avesse ricevuto minacce di morte.
Quanto al padre OMI…beh…sono rimasto senza parole…vedere per la prima volta un martire…e sentirlo parlare e testimoniare umilmente con la sua sola presenza e con il suo silenzio il Dio della Vita e della Pace. Lui…morto…a causa della violenza!
Beh…ringrazio davvero il Signore per questa bellissima esperienza e affido a Lui tutta la gente incontrata, i missionari e tutti coloro che ognio giomo, con semplicita’, annunciano la Buona Novella.

Daniele

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