Gianni Sandalo

Diceva un tale che l’uomo e’ tutto nel volto. Quando il volto e’ aperto alla comunicazione, al sorriso; quando copre con discrezione e nello stesso tempo rivela il mistero che e’ ogni persona; quando e’ uno specchio illuminato dalla gioia, trasfigurato dall’amore, oppure stravolto dal dolore e dall’angoscia. .
Il volto di Gesu’ durante la passione e la crocifissione e’ quello di un uomo che soffre, stravolto dal male; come la faccia “senza bellezza” di cui parla il profeta. E’ “il volto di uno, ma e’ anche quello di tutti gli uomini, che vivono la stessa esperienza del dolore” . Lo suggerisce l’espressione usata da Pilato per designare Gesu alla fine del processo: “Ecco l’uomo” .
Per la nostra fede, in quel volto c’e qualche cosa d’altro: nasconde e svela, nello stesso tempo, il mistero di Dio.
Sulla terra, e’ l’ icona che, in modo adeguato, riflette la santita e la grandezza di Dio. L’unica realta veramente santa e sacra, perche misteriosamente portatrice di Dio. Quel volto di Gesu -anche nello sconvolgimento della passione- e’ lo specchio e il riflesso di Dio. Quel volto, e quel corpo crocifisso, sono ormai l’unico vero “luogo santo”.
Gesu stesso, pero, ha suggerito un’altra identificazione, quando ha parlato della sua presenza in ogni uomo che soffre. Ogni povero, ognuno che e’ colpito dal male e’ immagine che rimanda all’uomo della passione, al Crocifisso del Calvario, alla prima immagine di Dio. Non e’ possibile guardare al Crocifisso e dimenticare gli altri crocifissi.
E non e piu’ possibile vedere il volto di un sofferente senza intravvedervi i lineamenti di Gesu’, il giusto e l’innocente; e senza vedervi il segno della presenza di Dio .
Come quello di Gesu, il volto e il corpo delle vittime e’ ormai il tempio di Dio. Allora, credere significa anche questo: osservare gli orrori di oggi -le facce distrutte dalla violenza, dalla tortura, dall’ingiustizia, dal dolore, dalla fame- e riconoscere la presenza di Dio. Una presenza che si rivela nella croce. La croce diventa allora momento di adorazione e compassione di fronte all’uomo della croce, di fronte ad ogni uomo dal volto sfigurato
Adorare –cioe’ fare qualche cosa perche’ quei corpi e quei volti siano liberi, perche’ al di la’ del tormento, possano lasciar trasparire almeno un raggio di pace, la speranza della risurrezione.
In questo periodo siamo tenuti a diventare apostoli di vera bellezza. Siamo ben coscienti e turbati che essa e’ assente e negata quando il male sembra trionfare, quando la violenza e l’odio prendono il posto dell’amore e la sopraffazione quello della giustizia. La vera bellezza e’ assente anche dove non c’e piu gioia, specialmente la dove il cuore dell’uomoi sembra essersi arreso all’evidenza del male e manca l’entusiasmo della vita .
Il ricordo dell’uomo di Nazareth crocifisso diventa ricordo d’amore soltanto se nel volto e nell’uomo sofferente e’ riconosciuto e soccorso Dio stesso. Strappando un sorriso ai volti deturpati, asciugandovi le lacrime diventeremo seminatori di bellezza autentica: riflesso di risurrezione, dello splendore intramo)ntabile del nostro Dio. E lo sforzo richiestoci in questo periodo di coniugare l’oggi del dolore umano all’oggi di Dio Salvatore.

Con questo auguriamoci insieme `Buona Quaresima’ sulla strada verso la Pasqua del Risorto, speranza dell’uomo e nostra speranza.
In amicizia,

Padre Gianni Sandalo
PIME Phil. Superior

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