aragonpetergloriaNevio Vigano’

Lo scorso 19 febbraio si è svolta la cerimonia di consegna del Premio per la Pace 2001 Aurora Aragon Quezon Peace Foundation. E’ un premio offerto annualmente dalla associazione Concerned Women of the Philippines a individui e a istituzioni che si siano distinti per il loro apporto all’ideale ed alla realizzazione della pace in Filippine.
In passato il premio era stato assegnato al Silsilah e, postumo, a p. Salvatore Carzedda.
Il premio consiste in una statua in nara raffigurante la pace, opera dell’artista nazionale Napoleon V Abueva, una pergamena ed un assegno di 30.000 pesos per individui e 50.000 pesos per istituzioni premiati.
Quest’anno i premiati sono stati l’ufficiale della Polizia Charlemagne S. Alejandrino; il padre del M.E.P. Michel Marie Joseph De Gigord, la Suora Good Shepherd Sr. Michelle L. Gamboa ed il nostro p. Peter Anthony L. Geremia. Una Citazione Speciale e’ andata a Tutti Gli Studenti del People Power II, mentre un premio speciale è stato assegnato a Sua Eminenza Jaime Card. L. Sin Arcivescovo di Manila.
La premiazione e’ avvenuta nella Kalayaan Hall del Club Filipino, con la presenza del presidente Gloria Macapagal – Arroyo che ha personalmente consegnato I premi.
P. P. Geremia, si è presentato in abito consono alla cerimonia, cioè con il suo inseparabile tabao rosso, e una maglietta confezionata e donata dai prigionieri di Kidapawan.
Nel suo intervento di presentazione, Howard Q. Dee, già Ambasciatore Filippino presso la Santa Sede, Presidente dell’Assisi Development Foundation, Inc, e membro del Board of Trustees dell’Aurora Aragon Peace Foundation, ha espresso I motivi che hanno spinto la Fondazione alla assegnazione del premio a p. Geremia: “ per aver dedicato 29 anni come prete-missionario nelle Filippine, di cui 21 con gli indigeni, i Lumads di Kidapawan in Mindanao, condividendo la loro povertà economica, poitica e sociale, lavorando per elevare le loro condizioni sub-umane e difendendo i loro diritti spesso violati da forzate evacuazioni dalle loro terre ancestrali, dalle deforestazioni, dai mining e altre forme di aggressione; per aver iniziato a livello di base tra la gente programmi per la salute, per l’alfabetizzazione e borse di studio; nella formazione delle comunità tribali per migliorare l’agricoltura e la riforestazione di vaste aree di terra con piantagioni di alberi da frutta; “per il suo grande impegno e rapida risposta nel limitare gli effetti della carestia a causa del Nino nel 1998, evitando alle comunità Lumads malattie e morti; e conseguentemente iniziando programmi di agraria con il supporto della Diocesi per assicurare la sopravvivenza a lungo termine delle stesse comunità Lumads; “per il suo esporsi in prima persona, spesso a rischio della propria vita, nel difendere i diritti degli indigeni e dei poveri contro ogni abuso ed atrocità; “per i continui sforzi nel riuscire a tenere dietro le sbarre il notorio leader degli uccisori del suo confratello prete-missionario, e a riportare la pace nelle comunità impaurite di Tulunan e città vicine; ed, infine, per la sua lotta per la giustizia tenendo sempre accesa la torcia della pace”.
Dopo aver ricevuto direttamente dalle mani del Presidente Gloria Arroyo il premio della statuetta, la pergamena e la busta con l’assegno, P. Geremia è stato invitato a rivolgere all’assemblea la sua risposta. (Il suo discorso viene pubblicato a parte).
Ringraziando tutti coloro che hanno portato alla assegnazione del premio, ha espresso il suo saluto al Card. Sin ‘già conosciuto sin dai primi anni del suo lavoro a Tondo’, e non ha perso l’occasione di far notare ai presenti Presidente e Ministro della Giustizia la sua speranza che il premio per la pace ottenuto gli potrà essere di aiuto nell’ottenere il Visto Permanente, già richiesto due volte ed ancora in sospeso.
Ha sottolineato l’importanza della Diocesi di Kidapawan e di tutta la gente nell’ottenere risultati positivi per la pace ed ha fatto appello appassionato perchè ai massimi livelli sia presa a cuore la situazione ancora instabile e fragile sia dell’area di Kidapawan che dell’intera Mindanao.
Ha confermato che il perdono a Manero, egli lo ha già dato parecchi anni fa, ma la sua liberazione deve essere legata alla ammissione delle atrocità compiute ed alla confessione sui mandanti dell’assassinio.
Il suo intervento è stato interrotto varie volte dagli applausi dei presenti.
Nel suo intervento, il Presidente ha subito dichiarato di concedere a P. Geremia il Visto Permanente nelle Filippine e di aver nominato un adviser speciale per Mindanao nella persona dell’Ambasciatore Howard Q.Dee.
La sessione delle foto e una leggera merienda hanno concluso la cerimonia.
P. Geremia, con una nutrita presenza di confratelli e seminaristi del PIME, ed alcuni amici di Tondo e di Kidapawan, ha concluso, statuetta sempre in mano, la cerimonia con una cena di lavoro in un ristorante cinese di Makati.

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