Gianni Sandalo

Possa il cammino di preparazione al Natale possa essere il nostro segno di pace e rinnovo nell’entusiasmo e gioia dello Spirito!

L’anno del Giubile che sta per terminare e’ stato nella sostanza un incontro particolare e particolarmente ricco di grazia con il Signore Gesu’, il Verbo eterno di Dio che duemila anni fa `si fece carne e venne ad ebitare in mezzo a noi`.
Pensiamo al Giubileo come qualche cosa che non può ridursi all’osservanza di qualche modalità prescritta, a gesti puramente esteriori, a formule di preghiera ripetute senz’anima; e nemmeno a pellegrinaggi che non si distinguessero abbastanza dalle gite turistiche.
Il Giubileo è, nella sua accezione più autentica e primaria, un energico appello rivolto a ciascuno di noi perché si converta; cioè perché trovi il coraggio di cambiarsi in meglio di dentro; e quindi di togliere ogni incoerenza e ogni atteggiamento incompatibile col Vangelo, nonché di crescere nella fede e nella solidarieta’. In una parola, di dilatare il Regno di Dio negli spazi del proprio mondo.
Il Giubileo e’ cominciato nel contesto della festività natalizia: una ricorrenza che sempre tocca il cuore e suscita negli animi il desiderio, quasi la nostalgia, di una più grande bontà, di una migliore e più fraterna convivenza tra gli uomini, di giorni più sereni, di una più sicura e più stabile pace in ogni angolo della terra ed e’ giusto che si concluda nello stesso contesto.
E’, per così dire, la valenza umana del Natale e la più facile da percepire; ed è già un grande dono. Abbiamo tutti bisogno – noi che quotidianamente dobbiamo misurarci con le durezze dell’esistenza – di essere richiamati ogni tanto al senso del dono. Il dono che e’il Natale

L’incontro con Cristo possiede sempre però anche una dimensione più seria e più impegnativa, se non altro perché ci invita a scegliere tra due opposte reazioni: quella di coloro, come gli abitanti di Betlemme, che pur essendo già “suoi” (perché egli è il Signore di tutti) gli si chiudono e non l’accolgono; e quella di coloro che invece fattivamente “credono nel suo nome” e così ricevono “il potere di diventare figli di Dio” (cf Gv 1,12)..

In questo senso il tempo liturgico di Avvento divento un prezioso aiuto per richiamarci alla voglia di aprire il nostor cuore al Dio che si fa uomo e che viene in mezzo a noi. Dobbiamo allora riscoprire la poesia del Natale e guardare con stupore alla grandezza dell’amore di Dio.

Stiamo vivendo momenti turbolenti e forti a livello politico e sociale. Come comunita’ ci sentiamo ancora sotto pressione. Ma sappiamo che il Padre non ci lascia da soli. Nella sua fedelta’ si fa presente in mezzo a noi e tra la nostra gente. Ci invita ad avere coraggio. Il coraggio dell’amicizia e della solidarieta. Il coragggio che ci da’ la forza di rinnovarci per essere testimoni del nuovo.

Accogliamo allora questo periodo di grazia con stupore e gioia ed insieme sperimentiamo la gioia di Dio che si fa uomo tra gli uomini.

Con amicizia,

Advertisements