Paolo Nicelli

Scusate il lungo silenzio dall’ultima mia lettera dal Cairo. Ora sono in Italia in attesa di cominciare il secondo anno di studio dell’Islam al PISAI. I risultati del primo anno sono stati soddisfacenti ed il desiderio di continuare in cio’ che sto facendo e’ forte.

Ho potuto sentire le ultime notizie sulla vostra salute e sul vostro lavoro direttamente da padre GB Sandalo e vi assicuro che la mia preghiera vi accompagna sempre ovunque voi siate.
Ho sentito anche delle tensioni e dei venti di guerra che stanno affligendo la nostra gente filippina e la cosa mi rattrista molto e mi spinge a pregare ed offrire tutto il mio lavoro di studo e di preparazione per la causa della pace li’ da voi..

Non c’e’ pace che tenga se non si impara a conoscersi in tutto cio’ che siamo: gioie, pregi e limiti.
Piu’ vado avanti a conoscere il mondo islamico e piu’ mi rendo conto che tutti abbiamo bisogno di chiedere perdono dei nostri limiti e dei nostri sbagli, con semplicita’ ed umilta’, senza per questo aver paura di rinunciare alla nostra identita’.
In poche parole, sento il bisogno di percorrere la strada del perdono, proprio come in Egitto ho visto fare al papa, che con umilta’ e fermezza ha portato un messaggio di pace nel cuore dell’Islam.
Per questo anch’io voglio offrire il mio tempo ed il mio lavoro per questo ideale pur dentro le difficolta’ del dialogo con una cultura ed una fede che fa fatica a daprirsi al perdono.
Scusate se azzardo cosi’tanrto e non pensiate che tutto questo sia effetto di una spinta sentimentaleo idealizzata.
Penso solo che sia giunto il momento di guardarci, noi e loro, con uno sguardo piu’ semplice e sincero. E penso anche che questo non sia impossibile ma solo difficile da realizzare. Ma le difficolta’, nella nostra vocazione, sono sempre compagne del nostro cammino e non dobbiamo mai venire meno.
Questosiete voi stessi che me lo testimoniate con la vostra vita.

Che il Signore ci accompagni e ci sostenga sempre!

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