Gianni Sandalo

Cari Amici e Confratelli!

Vi sono momenti nella vita che ci riportano alla originalita’ delle cose, alle bellezza del dono che e’ la vita, all verita’ della nostra vocazione come fedelta’a Dio. Tutti abbiamo bisogno di questi momenti. Servono per darci la ricarica di entusiasmo di cui abbiamo bisogno. Diventano stimolo per andare avanti. Ci fanno guardare il futuro con gioia e speranza.
Qualcuno potrebbe anche dire che l’elemento psicologico ed emozionale presente in noi e’ sovrastruttura alla nostra persona.
Ma chi non ha bisogno di questi momenti. Ovvero chi e’ quella persona che non e’ capace di emozionarsi davanti a fatti e situazioni che che richiamo la verita’ e l’essenzialita’ della nostra storia?

Lo scorso Agosto 2, insieme come comunita’abbiamo celebrato il 150 anniversario del nostro Istituto. In preparazione alla celebrazione abbiamo anche scelto di fare gli esercizi spirituali di gruppo. Insieme, anche se on tutti presenti, abbiamo vissuto giorni importanti. Con l’aiuto di padre Adriano Pelosin siamo andati alla radice della nostra vocazione, la scelta’ alla radicalita’ di Cristo, le ore di adorazione serale ci hanno riportato a viveve la nostra storia e la storia del PIME come storia di una memoria vivente che diventa luogo di salvezza per il presente e speranza per il futuro.
Il giorno della celebrazione ci siamo ritrovati assieme intorno alla tomba di padre Favali. Li’abbiamo ricordato tutti i confratelli ed amici che sono passati per le Filippine.Abbiamo ricordato coloro che sono vivi e coloro che celebrano la gloria di Dio. Alla tomba di padre Tullio ci siamo impegnati a continuare il nostro lavoro tra quelle persone che sono la nostra vita e che ci invitano ad essere speranza e solidarita’con loro.
Hanno celebrato con noi e per noi in modo speciale le persone di Tulunan, Columbio e Arakan Valley. Il clero di Kidapawan assiene al Vescovo Romulo Valles e rappresentanti delle diverse congragazioni che operano in Kidapawan assieme a rappresentanti della gente tribale e dei fratellli musulmani ci hanno espresso il loro grazie per la nostra presenza nelle Filippine. Ci hanno detto di andare avanti con coraggio ed entusiasmo. Ci hanno invitato ad essere il `seme che muore per essere vita’.
Cogliamo questi momenti di gioia del dono che si e’ e facciamone continua memoria affinche’ le batterie del nostro entusiasmo non vengano meno.

In questi giorni si sente parlare di violenza. Si vede violenza in mezzo a noi e alla nostra gente. A volte si e’ tentati alla resa ed entrare nella logica comune del `occhio per occhio, dente per dente’. A volte sembrano che le soluzioni pacifiche e dell’amicizia siano messe da parte per far esplodere la violenza delle armi.
Il Crocifisso pero’ ci invita ad essere profezia di pace e solidarieta’ tra le persone. Il Crocifisso, simbolo della violenza umana, e’ ancora la speranza di Dio che si fa storia nel quotidiano della nostra vita. Il Crocifisso ci insegna a stare dalla parte degli sconfitti e di coloro che non hanno voce ed essere concreti segni della vittoria del `debole’ e dell’`innocente’ su quella specie di umanita’ assettata di violenza.
Come comunita’ abbiamo scelto di continuare a stare in Mindanao perche’ Mindanao e’ la nostra terra e la nostra vita. Mindanao non vuol dire pura regione geografica. Mindanao significa speranza. Significa solidarieta’. Significa compagnia di Dio verso tutti coloro che sono colpiti dalla violenza delle armi e dalla violenza dell’ingiustizia. Mindanao e’ la terra promessa per l’amicizia. Facciamo si’ che la promessa si realizzi anche attraverso il nostro impegno, la nostra poverta’, ma soprattutto attraverso la grazia di Dio che opera attraverso la bonta’ e la gratuita’ delle persone.
Con Amicizia,

Padre Gianni Sandalo
PIME-Phil Superiore Regionale

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