rembr1Gianni Sandalo

Cari amici:

Possa il cammino quaresimale che siamo invitati a percorrere quest’anno essere il concreto segno dell’adesione alla volonta’ del Padre attraverso la potenza dello Spirito seguendo l’esempio di Gesu di Nazareth.
Giovanni Paolo II nel messaggio quaresimale di quest’anno suggerisce il tempo della quaresima come un prezioso momento per sperimentare la potenza rinnovatrice del perdono e dell’amore che riconcilia nella solidarieta’.
Questo potrebbe essere il tema del nostro cammino quaresimale e del nostro cammino in occasione del 150 anniversario dell’Istituto.
Pane da masticare e da digerire ne abbiamo in abbondanza se il pane dell’amicizia e della solidarieta’ diventano il motivo del nostro stare insieme. Come comunita’ e come individui siamo sempre sotto tensione. Chiamerei questo fatto come la tensione della croce. Una croce che ci carichiamo volentieri sulle spalle. Sappiamo che la croce e’ il segno della bonta’ di Dio nei nostri confronti e della tenerezza verso le persone che ci stanno attorno e per le quali siamo disposti a spendere la nostra vita.
Teniamo allora presente in questo nostro cammino verso la pasqua di Resurrezione alcuni percorsi che potrebbero essere essenziali.
Il primo e fondamentale penso sia la preghiera. Quella preghiera umile che ci invita all’ascolto. L’ascolto della volonta’ del Padre nella quotidianita’. Una preghiera che dall’ ascolto poi diventa proclamazione di uno stile di vita attraverso la fedelta’ alla preghiera dei Salmi. I Salmi rivelano il cuore dell’uomo nella sua grandezza e nella sua pochezza. Quel cuore che ha bisogno di Dio per essere portato a compimento. E Dio ha bisogno del cuore dell’uomo per manifestare la sua grandezza. Dalla proclamazione conseguntemente la preghiera diventa testimonianza della grazia di Dio attraverso il nostro essere che si manifesta nella azione concreta, umile che il quotidiano ci porta a compiere. Di qui la preghiera diventa entusiasmo, operosita’, apertura al futuro.
Il secondo percorso e’ quello della solidarieta’. Solidarieta’ come mentalita’ o modo di essere. Non abbiamo bisogno di segni, qui abbiamo bisogno di intenzionalita’ del cuore. La solidarieta’ con il con-fratello, solidarieta’ con il fratello, solidarieta’ con la natura. E’ il sentirsi in comunione con tutta l’armonia del creato. Di qui la voglia di fare nuove tutte le cose, perche’ ci sentiamo nuovi, rinati alla vita.
Il terzo percorso lo troviamo nella nostra voglia di rinnovarci. Meglio dalla voglia di mettersi nelle mani di Dio e della storia del’uomo per essere nuovi. Sappiamo che Dio e la storia non ci pongono sotto la croce del giudizio. Dio e la storia rivelano la verita’ che siamo e la verita’ che vogliamo essere e significhiamo per quanto ci sta intorno. La Chiesa, nella persona di Giovanni Paolo II, chiede perdono per quanto di negativo e di peccato e’ accaduto nel passato e nel presente. La nostra voglia di rinnovarci e di essere rinnovati ci porta a chiedere perdono verso il con-fratello, verso i fratelli e la realta’ che ci stanno intorno per tutte le volte che abbiamo usato violenza ed abusato nei loro confronti.
Vediamo allora in questa quaresima dell’anno giubilare di farci reciprocamente l’augurio che tutti possiamo arrivare alla Domenica di Pasqua con la consapevolezza piu’ profonda della vita nuova che ci e’ stata donata.
Se questo accadra’ avremo uno sguardo diverso sul mondo, sulla fraternita’ ecclesiale e sulla nostra missione in vista della comunione di tutti nel Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Con amicizia,

P. Gianni Sandalo

BUONA PASQUA!
Lo Spirito del Risorto
fonte di verita’ e di
pace, che vive nelle
profondita’ del nostro
cuore e ci lega in
fraternita’, sia sempre con noi.
Lui stesso aumenti dentro di noi
il gusto della carita’
fatta in suo nome.
BUONA PASQUA

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