nicelli21Paolo Nicelli

Cari amici,
Un saluto grande dalla terra dei faraoni e dell’ Islam! Mi accingo a scrivervi per dare qualche notizia su di me e su quello che faccio.
La scuola e’ molto intensa e lo studio praticamente mi prende tutta la giornata, soprattutto per l’Arabo classico, che ve lo devo dire e una `bella bestia’. Questo primo anno sara’ tutto concentrato sull’arabo e sui terreni filosofico-teologici per poi poter accedere allo studio dell’ Islamologia.
Pero’ lo studio non mi vieta di immergermi nella realta’ locale dove la presenza della matrice arabo-popolare permane e influenza la vita di tutti i giorni sia dei musulmani che dei cristiani. La chiesa qui, ortodossa e cattolico copta, cattolica latina , protestante, vive un po’ nelle catacombe. Con questo voglio dire che la testimonianza e’ spesso limitata alle opere di carita’ o di educazione scolastica senza pero’ un lavoro pastorale vero e proprio che possa esprimere esplicitamente e direttamente la fede cristiana. Sarebbe impossibile qui una chiesa come quella da noi nelle Filippine, poiche’ darebbe troppi problemi, cioe’ sarebbe troppo visibile. Fino a quando i cristiani si limitano a fare opere sociali e di carita’ e non alzano troppo la testa tutto procede bene. Quando si lamentano per violazioni di diritti umani o per non uguaglianza di trattamento, salta fuori qualche gruppo fondamentalista islamico, radicale, che fa chiasso e crea disordine Il governo locale riesce sempre a monopolizzarlo e ad usarlo per, da una parte schiacciare l’occhio ai fondamentalisti, e dall’altra farsi vedere aperto e difensore dei diritti tutti, cioe’ in ultimo caso anche dei KAFIR, i musulmani considerati come infedeli.
Comunque nonostante le difficolta’, la chiesa rimane sempre aperta al dialogo e fiduciosa che, anche se limtiati alle opere di carita’, il Vangelo viene testimoniato radicalmente nel servizio ai poveri di Dio.
Questo e’ quello che ho potuto capire dopo cosi’ poco tempo e vi assicuro che avro’ altre ocasioni ed altro tempo per andare piu’ a fondo di questa realta’ per capirne meglio le dinamiche. Il fatto di stare in un paese a maggioranza islamica vi confesso mi crea un po’ di paura e di timore, poiche’ i riferimenti cristiani di vita vissuta non sono piu’ gli stessi di prima di quando ero a Labangan e a Siay.
Capisco ora di piu’ l’importanza del contatto umano e spirituale con la gente che ho servito; e capisco ancora di piu’ ora cio’ che la mia gente mi ha dato umanamente e quindi affettivamente.
Questo tesoro di umanita’ lo porto dentro il cuore e lo vivo negli incontri che faccio quotidianamente, con gente musulmana e cristiana, esprimendo come posso l’umanita’ di Cristo e la sua misericordia per tutti noi.
La nostalgia delle Filippine e’ grande, per gli incontri fatti e per la nostra storia di questi anni passati li’ con voi.
Il ricordo vostro e’ sempre presente in me, non solo nella preghiera, ma anche in cio’ che faccio e nel cammino in cui il Signore mi ha messo. Quindi, PADAYON, per poter essere presto tra voi piu’ carico di esperienza e piu’ teso nell’amore a Cristo, centro della mia e nostra fede.
In comunione,

Advertisements