rosyGianni Sandalo

Cari Amici:

La Sapienza della Trinita’ sia nostra compagna nella quotidianita’ della vita!
Il mese di Ottobre e’ per tradizione il mese dedicato alla preghiera del Rosario. Una preghiera semplice, ripetitiva, ma piena di significato. Ci fa entrare a vivere con Maria, Madre della Chiesa e dell’umanita’, la Storia dellaSalvezza. Ovvero la storia della bonta’ fedele di Dio. Il Dio che ad un certo punto della storia si fa Carne attraverso il si’ di Maria, la `figlia prescelta dal Padre… in cui l’Onnipotente ha fatto grandi cose’ (TMA 54)..
A proposito di Maria riporto parzialmente l’omelia del Cardinal Martini tenuta al Duomo di Milano lo scorso 15 Agosto.

“La lettura del Vangelo di Luca (1:39-56) ci fa ascoltare Il Magnificat. La benedizione con cui Elisabetta accoglie la madre di Gesu’ -`benedetta tu fra le donne’ – e la beatitudine da lei pronunciata -`beata colei che ha creaduto’ – danno l’occasione a Maria di improvvisare un canto di gioia, di lode, di esultanza a colui che in Maria ha operato grandi cose. Il Magnificat cantato dalla Madonna a nome dell’umanita’, e’ un cantico personale e insieme universale, cosmico. E’ il cantico di tutti i salvati che hanno creduto nel compimento delle promesse di Dio, e’ l’inno di quanti si riconoscono figli del Padre. Riportato dalle prime pagine del vangelo secondo Luca, e’ l’inno innalzato da Maria all’inizio della sua grande avventura poco dopo l’annunciazione. E’ l’inno alla gratitudine. Maria ha vissuto il senso della gratitudine. Nella sua vita non sono mancate prove, oscurita’ dolori, ingiustizie; eppure sa guardare a tutto con occhio limpido e riconoscente.
E’ partendo da qui che Sant’Ambrogio si augurava che ci fosse in ciascuno di noi l’anima di Maria, per lodare ed esaltare con lei il Signore Dio. Di qui l’invito ad interrogarci: e’ in noi l’anima di Maria che ringrazia Dio per tutti i doni? Sappiamo guardare indietro, rileggere le vicende del nostro passato con simili espressioni di riconoscenza? Possiamo guardare a quanto abbiamo vissuto con un sentimento fondamentalmente di lode e di gratitudine al Signore? Sappiamo vedere la mano di Dio all’opera anche in cio’ che ci ha turbato e ci ha fatto soffrire? Riusciamo a comprendere che tutto quanto abbiamo vissuto e’ parte di un disegno di Dio Padre che vuole il nostro bene, la nostra felicita’ e la nostra santita’, di un Padre che vuole portarci al traguardo di gioia a cui e’ giunta Maria?
Spesso uno sguardo di gratitudine sul nostro passato, una serena accettazione di noi stessi e delle nostre carenze alla luce dell’amore con cui Dio ci sostiene, cambia il nostro umore, il nostro modo di vedere le cose e suscita in noi piu’ ottimismo e fiducia.
Alla luce del ringraziamento riusciamo a cogliere tutta la nostra vita come un grande cammino verso l’alto, verso Dio.
Forse qualcuno dira’: per cio’ che mi riguarda sono pronto a rigraziare il Signore, ma come posso lodarlo pensando a tante sofferenze di cui siamo testimoni? Sofferenze di popoli interi, oppure sofferenze di persone stroncate dalla violenza, sofferenze per i mali sociali, timori ed angosce per le incertezze del futuro.
Maria non ignora tali brutture, non ignora le sofferenze della storia; a lei e’ toccato vivere alcuni dei giorni piu’ oscuri e piu’ neri di tutta la vicenda umana. Tutta via ha preso coscienza che pure in quei giorni Dio si faceva vicino alla sofferenza dell’uomo, entrave dentro le nostre piaghe per confortarci e per fare di ogni momento doloroso una possibilita’ di esercitare la solidarieta’ e l’amore. Dunque la storia va letta non soltanto per le sue brutture, ma per tutti i gesti d’amore che le sofferenze umane continuamente suscitano….”.

Cerchiamo di tradurre le parole del Cardinal Martini nella nostra vita di ogni giorno. Offriamo il nostro lavoro, i nostri fallimenti al Dio che ama teneramente. Sappiamo essere per le nostre comunita’ il segno della bonta’ del Padre. Vediamo in Maria la prescelta del Padre ad essere la madre del Figlio per la salvezza di tutti, un concreto modello perche’ viviamo in pienezza la vocazione di figli davanti all’unico Padre di tutti.

GBS

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