templeGiampiero Bruni

Sette, come e’ noto, e’ un numero perfetto.
Dopo sette corsi Euntes, attuati a cominciare dal giugno 1992, quest’anno ci siamo trovati ad avere si e no 10 candidati per il corso 1999 2000, e con segni abbastanza evidenti che non sarebbe arrivato nessuno neppure all’ultimo momento.
Come mai?
A buon conto, uno degli impegni di questo anno speciale sara’ quello di valutare sia l’impatto che i Corsi hanno avuto sugli ex partecipanti sia il rapporto fra la proposta. che il PIME fa attraverso questo corso di formazione e le aspettative dei vescovi, dei superiori religiosi e delle persone che di fatto sono approdate qui a Zamboanga.
Durante il Sinodo per l’Asia dello scorso anno ci sono stati non pochi interventi a proposito, della necessita’ di una. solida. formazione spirituale e del suo rapporto con la missione. Nel messaggio espresso da quell’Assemblea leggiamo, ad esempio: “We need formation programs to train priests and religious who are men and women of God devoted to prayer and living deep spiritual lives and who are able to guide and accompany others in their road to God”
L’Euntes e’ stato fin dagli inizi cosciente di tale esigenza, ed ha voluto offrire, con semplicita’ ma anche con convinzione, una. risposta ad essa.
Che ne e’, pero’, dei diretti interessati, di quelli, ad esempio, che vengono qui con idee non completamente chiare e con aspettative che a noi non sono note?
Nei giorni scorsi ripensavo ad un semplice ma significativo, episodio di cui sono stato testimone a Kyoto, in Giappone, net tempio zen Ryuanji, dove c’e’ il piu bel “rock garden” delta citta’.
Ero appena. entrato nella veranda dalla quale si contempla il giardino, quando arrivo’ una scolaresca alquanto rumorosa ed accompagnata dagli insegnanti che, ad un certo punto intimarono: ” Silenzio, e meditate!”
Mi apparve molto evidente che la giovane comitiva, di turisti non era affatto incline a seguire l’indicazione data.
Qui allEuntes lanciamo lastessa intimazione fin dal primo giorno, con in piu l’invito a guardare dentro se stessi in profondita’ e ad adattarsi ad una comunita’ multiculturale, che scoprirai sempre piii complessa. quanto piu’ il tempo passa…. fino a che arrivera’ l’illuminazione che, come si sa, e’ grazia.
In questi giorni scorsi, quando mi sono trovato davanti ad un anno un po’ tutto, da. progettare e con tanti spazi di silenzio, mi sono sentito un po’ anche io nella situazione del partecipante che arriva qui spaesato e che si chiede: “E ora, che succedera'”.
Senza dubbio, non sono pochi quelli che sono arrivati qui con la disponibilita’ ad affrontare coraggiosamente ogni sfida per trasformarla in opportunita’ di crescita, secondo il detto diventato comune all’Euntes, “No pain, no gain”.
Ma e’ pur vero che ” change is a monumental achievement”!
Cosi’ alcune situazioni mi hanno fatto riflettere sulla frase dell’Apocalisse: ” Il tempo e’ vicino. Il perverso continui pure ad essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo, si santifichi ancora.” ( 22, 10 e 11).
Ma forse il valore dell’Euntes sta in questa frase misteriosa: esso e’ l’offerta di uno spazio, e di una. Possibilita’ di crescita. Grazie a Dio, nonostante tutte le traversie, siamo stati abbastanza fedeli nel voler guardare piu’ all’autenticita’ della proposta, che al risultato da essa suscitato.
Formazione missionaria, certo: questo e’ stato lo scopo dall’inizio; ma sapendo bene che tutti “portiamo questo tesoro in vasi di creta” (2 Cor 4, 7), e dunque sempre piu’ consapevoli che un programma. di formazione missionaria, comporta nondimeno l’imnpegno di “fasciare le piaghe dei cuori spezzati” (Is 6 1, 1).
Durante quest’anno speciale tutti noi coinvolti a diverso titolo nell’Euntes cercheremo di riflettere, ascoltare ed approfondire.
Tuttavia, possiamo, dire gia’ fin d’ora, senza mettere il carro davanti ai buoi come direbbe il nostro Superiore Generale, P. Franco che alla. fine tocchera’ pur sempre al PIME dire che cosa. vuole fare dell’Euntes.
E si puo’ lecitamente prevedere che sceglieremo cio’ che e’ piu’ consono al servizio disinteressato offerto finora alle Chiese d’Asia.

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