Uscita oggi, nessuna menzione nella lettera pastorale dei vescovi filippini (CBCP) di una richiesta di dimissioni del presidente, Gloria Arroyo. Nemmeno quella più interessante di indagare dove sono finiti i soldi dei progetti governativi: remoti, passati e presenti. Nella lettera si raccomanda solo che venga abolito l’Ordine Esecutivo 464. Era stato promulgato durante il famoso ‘Hello Garci’ scandalo. Il Senato aveva invitato l’allora Capo di Stato Maggiore generale Generoso Segna e altri 6 ufficiali a testimoniare circa presunte manovre fraudolente perpetrate durante il conteggio dei voti nelle elezioni presidenziali nel maggio 2004. Mezz’ora prima dell’inizio della investigazione (fissata per la mattina del 28 settembre 2005) una lettera con l’EO 464, dove si proibiva agli alti ufficiali di testimoniare, veniva inviata al Senato. Due dei testimoni (Gudani e Balutan) comunque testimoniarono, confermando le frodi avvenute.
In altre parole, intuendo in tutto questo una manovra tesa dall’opposizione o forse la reale possibilità di essere costretta a dare le dimissioni, quello stesso giorno, Gloria Arroyo aveva proclamato l’ Executive Order 464 con il mandato che prima di apparire di fronte alla Comissione Investigativa del Senato (Congresso) il personale dei dipartimenti governativi, ramo esecutivo, (ministri, segretari…compreso l’esecutivo militare) devono avere l’approvazione del Presidente della Repubblica. Il 20 Aprile, 2006, la Corte Suprema decide: da una parte stabilisce che questi ‘possono’ invece essere chiamati dal Congresso a testimoniare come ‘aiuto alla legislazione” ma dall’altra ribadisce la validità EO 464 , cioè che il personale dell’esecutivo puo’ avvalersi dell’Ordine e rifiutarsi di apparire di fronte al Congresso. La Corte confermò pure che solo il Presidente può appellarsi al privilegio di non testimoniare o di essere sottoposto a investigazione.
Oramai a Manila non si parla altro che di politica. La Provincia poco interessa. Per Manila le valanghe di fango in Samar che si abbattono sui villaggi sono notizie esotiche, i padroni che pagano poco gli operai non fanno notizia, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, dei medicinali, è un’inezia…..eppure bastano presunti milioni di dollari che passano di tasca a tasca tra uomini e donne di rango, vescovi che si radunano e giornalisti televisivi che urlano per far scoppiare guerre di parole. Parole che alla gente comune poco fa guadagnare: i soldi sono finiti. Il riso quasi! Il Congresso nemmeno ci pensa.
Archive for February, 2008
EO464
February 28, 2008Soldi! La parte corrotta.
February 22, 2008Lo scorso Aprile 2007, il Segretario Leandro Mendoza del Department of Transportation and Communications (DOTC) e il vice presidente Yu Yong della ditta cinese ZTE Corp. (Zhong Xing Telecommunication Equipment Company Limited con i suoi uffici principali a Nanshan Hi-Tech Industrial Park, Shenzhen , Guangdong) stipularono un contratto di 329.5 million di dollari americani per una rete nazionale di telecomunicazioni chiamata National Broadband Network (NBN) per migliorare le comunicazioni tra i vari settori governativi: 17 distretti, 81 province, 2,295 uffici governativi e 23,549 centri governativi locali (LGO). Il Governo Cinese avrebbe finanziato il progetto, con un ritorno del capitale in 20 anni al 3% di interesse e 5 anni di ‘grazia’. (Nel 2007, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il maggior partner economico delle Filippine)
Il 21 dello stesso mese mr. Mike Arroyo, il marito di della signora Gloria Macapagal Arroyo, presidente delle Filippine, volava in Boao, Cina, per assistere alla firma del contratto, sebbene qualche giorno prima era stato ricoverato in ospedale per una operazione al cuore. Il 5 settembre il senatore Aquilino Pimentel chiede al Senato di investigare meglio il progetto NBN.
Il 10 settembre Joey de Venecia, figlio del Presidente della Camera filippina, Jose De Venecia, dichiara di essere stato in Cina con Benjamin Abalos, segretario della Comissione delle Elezioni (COMELEC) per una ‘richiesta di soldi’ (Un milione di dollari) alla ZTE, come ‘regalo’. (Sembrerà strano ma Joey DeVenecia era il presidente della Amsterdam Holding.Inc. (AHI) la compagnia che perse l’appalto per NBN in favore della ZTE!!) L’11 settembre la Corte Suprema promulga una temporanea sospensione del progetto. Il vice governatore di Iloilo. Rolex Suplico, dichiara in favore di Joey DeVenecia, che il contratto con la ZTE è stato firmato senza prima passare attraverso un pubblico appalto e che comunque viola la Telecoms Policy Act che prevede la privatizzazione di tutti i network di telecomunicazioni nelle Filippine. Joey DeVenecia testimonia pure che Mike Arroyo gli ha detto di ritirarsi dalla corsa per ottenere l’appalto per NBN. Il 22 settembre, Gloria Macapagal Arroyo, sospenede il progetto NBN-ZTE e informa il governo cinese. Il 26 settembre il segretario della Comissione per l’Educazione (CHE) Romulo Neri dichiara che Benjamin Abalos, mentre giocava a golf, gli disse: ‘Ho 200 (milioni di pesos) qui per te’. Abalos nega che abbia detto questo, o tentato di corrompere Neri, poi annuncia le sue dimissioni dal COMELEC.
Lo scorso gennaio 30, 2008, il Senato approva un ordine di cattura per Neri e Jun Lozada, un componente del National Education NEDA. Il 5 febbraio Lozada è arrestato all’aereoporto di Manila, proveniente da HongKong e conferma che Mike Arroyo e Benjamin Abalos avevano ricevuto soldi per finalizzare il contratto con la ZTE. Soldi da dove? Dove sono i soldi? Questo è quello che sta cercando di appurare la Commissione Investigativa del Senato. Dopo la testimoninza di Lozada il clima politico si surriscalda. Da varie parti di chiede che Gloria Macapagal Arroyo si dimetta come Presidente delle Filippine. Il 15 febbraio una Messa in nome della trasparenza è celebrata alla Santa Benilde AuditoriuM del (Scuola) La Salle Green Hills a cui ha partecipato anche lo stesso Lozada.
La Chiesa, attraverso i vescovi, chiede ora alla Presidente di riflettere su quello che sta succedendo, di esporre la corruzione nel suo governo. Alcuni chiedono le sue dimissioni e nuove elezioni presidenziali. Gloria Macapagal Arroyo (che in questa faccenda è colpevole solo di essere la moglie di Mike Arroyo) nel frattempo si fa video-riprendere mentre passeggia nel giardino del palazzo presidenziale assieme al Consiglio dei Ministri per mostrare quanto unito è il Governo. Alcuni ironizzano dicendo che un conto è passeggiare e un’altro è correre. Giancarlo conferma che il Presidente è piccola di statura ma abbastanza agile. Se vuole potrebbe benissimo trovare una via di fuga e sgattaiolare anche in mezzo alla folla che inferocita vuole la sua testa. Già, in questo clima, definito dagli stessi cinesi dello ZTE ‘political circus’, è meglio smontare le tende, gettarsi sulle spalle il sacco dei soldi, tendere una corda nella parte (politica) opposta e poi camminarci sopra, in equilibrio.
MANERO UN FIGLIOL PRODIGO?
February 20, 2008Norberto Manero jr., il capo della banda che uccise P. TULLIO FAVALI,
PIME nel 1985 e’ stato liberato dalla prigione alcuni giorni fa’ e oggi (4 febbraio) e’ venuto alla tomba di P. Tullio per chiedere perdono. Si e’avvicinato alla tomba con una candela accesa, si e’ inginocchiato e ha baciato la fotografia del Tullio nella lapide portata dalla Licia, la
sorella del Tullio…
Abbiamo fatto una preghiera insieme e abbiamo benedetto la tomba con l’acqua santa. Erano presenti parrecchi Sacerdoti della Diocesi, alcuni testimoni nel processo che porto’ alla condanna “a vita” del gruppo dei killers e alcuni loro familiari. Il Manero ha acceso una
candela anche al capitello a Tulunan dove il Tullio fu ucciso. Poi ha guardato a lungo il quadro con il Tullio steso per terra come fu trovato in una pozza di sangue, con le cervella sparse intorno al corpo inerte…
Abbraccio’ me e i testimoni e l’avvocato Andolana, verso’ lacrime di commozione…
Rinnovo’ le 9 promesse fatte e firmate e ripete’ che fara’ di tutto per mantenerle:
1. Non si fara’ usare da nessuno come strumento di violenza, d’ora in poi desidera diventare strumento di pace. Anzi ha chiesto di non essere piu’ chiamato “Kumander Bukay” ossia un Comandante di fanatici che incute terrore, ma semplicemente “Nonoy” ossia un buon ragazzo
ordinario, come era chiamato da piccolo.
2. Non fara’ alcun male a nessuno, non piu’ minacce a chi l’ha fatto imprigionare.
3. Rivelera’ in stretta confidenza come fu fatto il piano di ucciso il P. Tullio.
4. Chiede perdono per l’uccisione di tante altre vittime, specialmente tra i Mussulmani e i Tribali
5. Fara’ modo di ridare o dar indietro 100 ettari di terre tolte a forza ai Tribali
6. Ha ricevuto proposte di far dei cinema, dara’ parte dei guadagni ai testimoni che han dovuto scappare per paura e diventare quasi mendicanti
7. Paghera’ i danni secondo la decisione del Tribunale
8. Si sottoporra’ ad esami psicologici
9. Se non adempie queste promesse e’ disposto a ritonare in prigione
Ha ripetutamente chiesto di assere accettato nelle nostre comunita’ e di essere aiutato a cambiare vita.
Si e’ presentato non piu’ come un lupo rapace, ma come un agnello mansueto. Sembrava impossibile che il piu’ famoso campione dei fanatici, il piu’ duro dei killers si presentasse in veste di agnello.
Questo e’ un grande segno di conversione, tutti coloro che si lasciarono influenzare dallo spirito di violenza spietata, anche i mandanti nascosti che spinsero i fanatici ad accessi di violenza, ora sono costretti a riflettere.
Preghiamo che il Manero e tutti i suoi seguaci siano veramente liberati dallo spirito di violenza fanatica e le nostre comunita’ siano liberate dalla paura o terrore che le ha a lungo paralizzate.
Forse anche noi possiamo sentire la morte del Tullio non soltanto come un grande dolore ma anche come un grande segno di salvezza: infatti la sua morte ha frenato l’ ondata di ammazzamenti e ora puo’ anche cambiare i killers in strumenti di pace.
Fr. Peter Geremia, PIME (Kidapawan)
See also “Prophets die for Christ” di Shay Cullen in Pinoypress
Febbraio 2008 - Il ritorno
February 7, 2008Giancarlo è ancora tra noi e ci domandiamo cosa lo spinga ancora a proseguire la sua missione nelle Filippine. Intanto nel nostro incontro, tra noi e con lui, ci scambiamo punti di vista, certi metodi di vita e certi progetti da continuare o lasciare. Siamo sicuri comunque che un rapimento non può cambiare il Giancarlo. Del resto quello che è successo non è meno importante di quello che pro-cede, giorno dopo giorno. Il sequestro non è importante e nemmeno gli onori. Si tira avanti anche senza questi. Forse una forza interiore sorregge noi in qualsiasi situazione e ci permette di affrontare liberamente il nostro destino in questo luogo, da noi scelto, fatto di terra, sale, sabbia, noci di cocco, pioggia, foreste, animali domestici, serpenti, sequestratori, ribelli, fiori di Gumamela, santi e assassini, Tullio e Salvatore, croci, fanatici e i soliti ignoti mafiosi. Giancarlo riprende il cammino verso l’orizzonte di un ‘possibile mondo’ dove si possa un giorno lavorare in sicurezza senza disperarsi.
