La storia del rapimento del Giancarlo che abbiamo seguito con grande trepidazione per 39 giorni ci deve far riflettere anche sul dopo sequestro. Noi missionari possiamo lavorare liberamente in Mindanao, ma molto dipende dalle situazioni in cui troviamo immersi. In futuro dovremo pensare a lungo prima di agire. Non e’ paura. Piu’ che altro e’ il coinvolgimento degli altri, amici e vicini, quando le nostre vicende diventano improvvisamente tristi e drammatiche. Del resto chi puo’ difendere la gente attorno a noi? In certe nostre aree geografiche sembrano dettare le regole dei piu’ forti e quando siamo noi il loro obiettivo ci sentiamo a disagio e questo viene ritrasmesso a chi ci conosce e ci vuole bene. Noi possiamo anche lasciare e abitare in luoghi piu’ sicuri. Loro, invece, devono rimanere con il timore nel cuore. E ci dispiace. Il dopo rapimento non sara’ semplice da gestire. Il dolore non si riesce a eliminare in fretta. Cosi’ pure colmare il distacco. Eccetto forse pensando che tutto quello che si ha e’ stato guadagnato, quello che si e’ fatto e’ stato testimoniato con passione. Solo cosi’ ci si ritira un pochino piu’ felici. Chiudendo un’altro capitolo della nostra vita.
July 21, 2007 at 5:45 pm |
Mi dà l’idea di una conclusione. Non chiudete il blog, per piacere. Liberato padre Bossi il lavoro vero, appunto, comincia adesso. E questo posto dove abbiamo sofferto per la vicenda, occupatelo con la vostra opera, facendo sapere cosa succede laggiù, a Mindanao. Lontanissimo.
July 21, 2007 at 8:15 pm |
Grazie Gianni Sandalo,grazie Luciano,Grazie a voi tutti uomini liberi che ci fate sognare e sperare che è possibile vivere prima di tutto come uomini e poi come Xni,muslmani,buddististi,etc.
Caro Luciano ho letto un libro di H.Kung durante queste ferie:bellissimo e molto stimolante:parla di scienza di religione di fede di filosofia di ragione insomma di quegli argomenti che avevo postato circa 20 giorni orsono
Se non l’hai letto te lo consiglio.
Mi associo all’invito-consiglio di Pino Scaccia. Ciao a voi tutti
July 21, 2007 at 8:26 pm |
Un posto speciale con persone speciali non può finire. Ha ragione Pino Abis, ci avete fatto comprendere, soprattutto raccontandoci di padre Giancarlo, il valore della libertà, quella dell’anima, quella che non conosce differenze e che considera gli uomini tutti uguali. Siete stati un esempio, per chi ha fede e per chi non l’ha. Aiutateci a sapere ed a capire, sempre.
Ognuno di noi può fare qualcosa, l’importante è volerlo.
Un grande abbraccio e di nuovo grazie, a tutti.
Meri